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DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA PARTECIPATIVA E COGESTIONE

 NUOVA COSTITUZIONE DELLA SECONDA REPUBBLICA ITALIANA

La Costituzione della Repubblica Italiana è stata sancita dopo due Guerre Mondiali sanguinose e disumane, scritta da Cittadini Italiani Padri Costituenti, che hanno vissuto gl’orrori della guerra e dei campi di concentramento e la privazione della Libertà Personale e della Popolazione Italiana, hanno scritto i principi fondamentali dalla carta dei Diritti Umani della prima Repubblica Italiana.

La Costituzione della Repubblica Italiana dello Stato Italiano enuncia che garantisce con i servizi Istituzionali, Sociali ed Economici, il rispetto dei diritti fondamentali dei Cittadini Italiani, ma dopo 60 anni abbiamo 30 milioni di Cittadini Italiani indigenti, significa Famiglie monoreddito, ghetti per Giovani Italiani senza futuro, Lavoro Precario, Matrimoni e Famiglie precarie, Disoccupati, Dipendenza da gioco, Tossicodipendenti ed Alcolisti di qualsiasi età, pensioni Invalidi civili, Pensioni al minimo, Pensioni sociali di fame, Delinquenza dilagante di criminalità organizzata, mafia ‘ndrangheta e camorra, invasione di sei milioni d’immigrati stranieri e di prodotti importati al consumo per il 90% del Mercato Nazionale, significa crisi economica recessiva irreversibile.

La Costituzione della Repubblica Italiana dello Stato Italiano, ha sancito la messa al bandi dei simboli e del Partito Fascista, ma alla Classe Dirigente  Politica, Istituzionale ed Economiche, sono rimasti gli stessi Poteri Incostituzionali del Regime Fascista, per concedersi Privilegi Economici Faraonici, come Autogoverno e Autogiudizio del Consiglio Superiore della Magistratura, Autogiudizio Consiglio dell’Ordine degl’Avvocati, Autogoverno e Autogiudizio del Tribunale Amministrativo Regionale, Autogoverno e Autogiudizio della Consob, società Economiche Produttive e Finanziarie quotate in Borsa, Autogoverno e Autogiudizio del Tribunale Sportivo, divenendo poteri che eludono le reali responsabilità civili e penali da parte della Classe Dirigente Politica, Istituzionale ed Economica.

La Costituzione della Repubblica Italiana enuncia i principi fondamentali dei Diritti Civili dei Cittadini–e Italiani-e, ma contraddice i principi fondamentali di rappresentatività Democratica Politica, Istituzionale, Sociale ed Economica e Sovranità Popolare nello Stato Italiano. Il rischio reale è presentare un’involuzione, come novità o esigenza di Dittature di Governo Forte o Governo d’unità Nazionale o con nuovi marchi di fabbrica sulla merce avariata dei Partiti Azienda come i Democratici e i Moderati, considerandosi indispensabili e insostituibili.

I Padri Fondatori della Costituzione Italiana, hanno scritto solo quali Fondamentali Diritti Umani garantire, affidando la responsabilità ai Partiti Italiani, ai Cittadini-e Italiani-e solo il voto.

Occorre immaginari il Dopo Guerra tutti i Cittadini Italiani, lavoravano per la ricostruzione Edilizia avvenuta in forma anarchica e ricostruzione e sviluppo industriale, con conquiste meritate sui salari e pensioni, potevano comprarsi la casa, crearsi una famiglia, comprare BOT CCT di Stato, depositi bancari con interessi annui, mentre le Banche Italiane non erano in grado di sostenere gl’interessi sui risparmi, la Partitocrazia Italiana a pensato di risolverlo, con una involuzione del potere d’acquisto dei salari, allontanamento dei tempi delle stipule dei rinnovi contrattuali salariali, abolizione della scala mobile o adeguamento salariale mensile sulla base dell’aumento del costo della vita, liberalizzazione dei prezzi al consumo, abolendo il blocco dei prezzi al consumo, aumento dell’iva, aumento dei mutui, aumento del costo del denaro sui prestiti ed affidamenti alle Industrie.

Questo è stato solo l’inizio non di un errore strategico politico economico della Partitocrazia Italiana, in quanto dopo la mattanza con la chiusura delle Piccole, Medie e Grandi Industrie, con una disoccupazione arrivata in realtà al 20% delle Popolazione Italiana in età da lavoro, la Partitocrazia Italiana concede la Sovranità Monetaria dello Stato Italiano a una Banca Privata Centrale Europea BCE con la nascita della moneta EURO, con un valore elevato di quasi il doppio rispetto alla LIRA, ne consegue che non essendoci un controllo e blocco dei prezzi al consumo sono stati ulteriormente raddoppiati, che a impoverito anche il ceto medio, inoltre ha vanificato ogni concorrenza sui prodotti italiani all’esportazione, in quanto la LIRA aveva un valore più basso.

La situazione Politico Economica e crisi inreversibile depressiva, significa che il prodotto interno lordo non copre più le uscite di spesa Istituzionale, Sociale ed Economica con pochissima esportazione, con importazione massiccia di prodotto a bassissimo costo al consumo, ne deriva che lo Stato Italiano per il sostegno al reddito e aumento delle Pensioni Sociali ed assistenza Sanitaria Sociale, s’indebita ogni anno verso la BCE che immette nuova liquidità, le nazioni con un sistema politico migliore s’arricchiscono, mentre altre oltre alla Grecia anche l’Italia s’impoveriscono, non solo sottostanno alle richieste delle altre Nazioni Europee, come Germania e Francia.

Questo è la dimostrazione del fallimento della Partitocrazia Italiana, che non avendo un metodo politico di garanzia di sostengo dei diritti acquisiti o conquistati con il lavoro della ricostruzione sociale ed economica, con l’improvvisazione, con le promesse per avere il voto il consenso, una intera Nazione Italiana è alla deriva politica ed economica, anche monetaria, perché la BCE non potrà immettere sempre liquidità EURO altrimenti si deprezza a sfavore delle Nazioni con metodo politico sociale ed economico stabile.

Occorre una proposta di metodo politico (non ideologico, ne improvvisato per avere consenso e voto), come passo Evolutivo, Culturale, Politico, Sociale ed Economico, partendo dal principio che i Diritti Civili devono essere una conquista giornaliera, dopo aver adempiuto ai Doveri Civici, sulla base di nuove esigenze di reale Politica Democratica Rappresentativa di Partecipazione e Cogestione di tutte le categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche.

Questa Rivoluzione Morale e Culturale, prevede come proposta d’elezione referendaria dei Cittadini-e Italiani-e per un periodo Costituente di quattro anni, come reale tempo necessario per informare i Cittadini Italiani, per proporre, preparare ed approvare alla Camera Legislativa Nazionale dei Delegati Politici delle Categorie Istituzionali Sociali ed Economiche e Camera Legislativa Nazionale delle Regioni dei Delegati Politici delle Categorie Istituzionali Sociali ed Economiche, le modifiche alla Costituzione della prima Repubblica Italiana, per realizzare le basi di un nuovo metodo di gestione delle Istituzionali, delle politiche Sociali e Politiche Economiche è sanciranno la nascita della Costituzione della seconda Repubblica Italiana di Democrazia Rappresentativa, Partecipativa e Cogestione.

La Costituzione della Repubblica Italiana sancisce i principi fondamentali dalla carta dei Diritti Umani, ma mantengono il sistema di potere fascista, con tre Poteri Costituiti verticistici, il primo il Potere Bancario diventato privato vedi Banca d’Italia e BCE, che preleva utili e i debiti devono pagarli sempre lo Stato Italiano cioè i Cittadini Italiani  il secondo Potere è la Partitocrazia Italiana, che lo perpetua con il sistema elettorale personalistico ed elargizioni di privilegi e favoritismi, il terzo Potere è Istituzione Giudiziaria, che salvo rari casi, non risponde a nessuno del loro operato, ma solo a se stesso, rendere Giustizia è un dovere e non l’esercizio del potere unilaterale indiscusso e senza responsabilità giuridico penali, lo Stato Italino e stato spogliato dei propri averi, ma non tutto è avvenuto legalmente, le Banche si sono lasciate e fatte defraudare di miglia di miliardi di euro, il fiume di denaro sporco, per pizzo, usura, spaccio su larga scale dei Cerebroletali, pochissimi colpevoli e moltissimi corrotti nei Tribunali Italiani, per cui abbiamo una prima Repubblica Italiana con poteri da retaggio fascista.

La Costituzione della prima Repubblica Italiana ad una rilettura attenta dopo 60 anni evidenziano la limitatezza e contraddizioni dei concetti, in considerazione della situazione Culturale ed Economica dei Cittadini-e Italiani-e e del periodo drammatico ed eccezionalità storica che attraversava l’Italia che motivano la necessità delle modifiche sostanziali, per avere nella pratica quotidiana, una Democrazia Rappresentativa, Partecipativa e Cogestione, secondo la composizione delle evoluzione della Società Civile, Istituzionale, Sociale ed Economica, per avere Pace, Lavoro, Giustizia e Libertà di seguito descritte della Costituzione della seconda Repubblicana Italiana.  

COSTITUZIONE DELLA SECONDA REPUBBLICA ITALIANA

I Diritti Civili sono garantiti con un Metodo Politico Etico a tutti i Cittadini Italiani nello Stato Italiano

PRINCIPI FONDAMENTALI

  Art. 1.  L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Corte cost. s. n. 87/1966: ... "L’art. 1 proclama il metodo democratico come il solo che possa determinare la politica sociale e nazionale, che non consente l’usurpazione violenta dei poteri, ma richiede il rispetto della sovranità popolare, affidata alle maggioranze legalmente costituite, la tutela dei diritti delle minoranze e l’osservanza delle libertà stabilite dalla Costituzione."…  

Nell'art. 1 con la scrittura della parola Democrazia e maggioranze legalmente costituite, non determinano il rispetto della Sovranità Popolare, perché le Società Civili e Popolazioni, evolvono culturalmente e costituiscono composite, Categorie Istituzionali Sociali ed Economiche. 

La Sovranità Popolare, non può identificarsi la dove s'esercitano "Poteri Costituiti" che presuppone decisioni unilaterali, contro gli stessi Diritti Civili Costituzionali dei Cittadini Italiani, come forma di retaggio fascista, senza responsabilità civili e penali, (come dire votate pure tanto facciamo come vogliamo), ma deve identificarsi sulla base d'interessi vitali comuni, Istruzione, Lavoro e Pensione, con Equità Politica tra tutte le Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, possibile con una Democrazia Rappresentativa, Partecipativa e Cogestione di seguito riassunta:

DEMOCRAZIA

Democrazia è sancita dalla Costituzione della seconda Repubblica Italiana, significa libertà politica o libertà di candidarsi ed essere eletti come liberi Cittadini-e, per amministrare le risorse mobili, immobili e valutarie ed emettere leggi, che regolino i programmati Bilanci di spesa ed ottenere relativi Bilanci programmati d'entrate valutarie fiscali a livello preventivo e consuntivo in una Nazione. 

Democrazia di pluralità di Partiti, non significa necessariamente migliore Democrazia, anzi maggiore sono le divisioni di parte, maggiore sarà l'anarchia, perché promettono l'attuazione di programmi politici, ma non possono e non sono in grado di legiferare un'etica d'equità politica, trovandosi sessanta anni di leggi emanate dai predecessori dei Partiti, per interessi personali e di consenso elettorale, con consolidati privilegi retributivi, pensionistici e con lobby parlamentari di privilegi fiscali economici finanziari a favore di una percentuale di minoranza come numero d'appartenenti ad alcune Categorie Istituzionali ed Economiche a svantaggio di una percentuale di maggioranza, come numero d'appartenenti d'altre Categorie Istituzionali e Sociali, volutamente meno preparate ed organizzate dai Partiti, al rispetto prima dei Doveri Civici e conseguente ottenimento dei Diritti Civili.

Questo presupposto è materia e motivo di proposta di riforma della Costituzione della prima Repubblica Italiana, identificata con una domanda " I numerosi Partiti Italiani con le leggi emanate in sessanta anni per la gestione politica, sono in grado di modificarle, per rappresentare e tutelare equamente politicamente gl'interessi di tutte le Categorie Istituzionali, Sociali ed Economici ?"

Democrazia da sola non significa necessariamente libertà ed equità politica Istituzionale, Sociale ed Economica

RAPPRESENTATIVA

La Rappresentatività Politica è la forma d'organizzazione in cui i Cittadini-e Italiani-e, Europei e Internazionali si candidano alla gestione politica di uno Stato Nazione, attualmente l'unica forma in tutto il Mondo è in Partiti ideologici di promesse programmatiche e Partiti religiosi di fondamentalismi di costume sociali.  

La Democrazia Rappresentativa intende cambiare gradualmente il modo di organizzare la Rappresentatività Politica candidando i rappresentanti di diciannove raggruppamenti delle Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, di Democrazia Diretta o direttamente interessate alla Sovranità Popolare e Gestione Politica dello Stato Italiano

Democrazia Rappresentativa è sancita dalla Costituzione della seconda Repubblica Italiana, significa che il raggruppamento di diciannove Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, sempre rappresentate, candidate elette percentualmente come numero agl'appartenenti di tutte e diciannove le Categorie e quindi sempre presenti a livello di Circoscrizione, Comunale, Provinciale, Regionale, Parlamento delle Regioni e Nazionale, nell'amministrazione delle risorse mobili, immobili, valutarie ed emettere leggi che regolino i programmati Bilanci di spesa ed ottenere relative programmate entrate valutarie fiscali a livello preventivo e consuntivo in una Nazione.   

Elenco e Numero delle Categorie Istituzionali, Sociale ed Economiche

candidati alle elezioni dei

Delegati Politici e Delegati Civili

Comunale Provinciale Regionale, Camera Legislativa delle Regioni e Camera legislativa Nazionale.

PERCENTUALE DEL 30%

1.      Comandi Aeronautica, Navale, Esercito, Finanza, Questori e Prefetti.                               

2.      Giudici e Magistrati.

3.      Banche, Assicurazioni, Industriali, Costruttori edili e Società Grandi Appaltatrici.   

4.      Professionisti, Notai, Avvocati, Commercialisti, Consulenti, Professionisti Sportivi, Piloti aerei.

5.      Primari Ospedalieri, Chirurghi, Medici di medicina Generale e Medici A.S.L.

6.      Docenti Universitari, Insegnanti, Ricercatori Pubblici e Privati, Giornalisti e Religiosi.

7.      Dirigenti Pubblici e Privati, Piccoli e Medi Imprenditori, Commercianti. 

            PERCENTUALE DEL 70%

8.    Militari Aereonautica, Marina, Esercito, Guardia Finanza, Guardia Sicurezza, Guardia Carceraria, Guardia Giurata, Guardia Doganale, Guardia Urbana, Guardia Forestale e Guardia Antincendi.

9.    Trasportatori Privati e Pubblici, Ferrotranviari.

10.  Funzionari, Impiegati Pubblici, Privati e Infermieri.

11.  Studenti delle Superiori e Studenti Universitari.  

12.  Dipendenti Pubblici e Privati.

13.  Agricoltori, Artigiani e Piccolo Commercio.

14.  Precari.

15.  Pensionati Pubblici e Privati.

16.  Casalinghe.

17.  Disoccupati.

18.  Invalidi Civili.

19.  Pensionati Sociali.                                                                           

La Partitocrazia Italiana con le ideologie e promesse programmatiche, divide negl’interessi comuni i Cittadini Italiani, per cui la minoranza del 30% degl'elettori di alcune Categorie Istituzionali ed Economiche, per interessi personali, di consenso elettorale, con consolidati privilegi retributivi, pensionistici e con lobby parlamentari di privilegi fiscali economici finanziari speculativi e con Poteri Costituiti della Classe Dirigente eludono le responsabilità civili e penali, per cui la Partitocrazia Anarcofascista Governa lo Stato Italiano.

 

La Partitocrazia Italiana con le ideologie e promesse programmatiche, divide negl’interessi comuni i Cittadini Italiani, per cui la maggioranza del 70% degl'elettori di alcune Categorie Istituzionali e Sociali, diventano minoranza, non consentendo l'insegnamento prima del rispetto dei propri Doveri Civici e conseguente ottenimento dei propri Diritti Civili, per cui la Partitocrazia Italiana non rispende a nessuno sul Bilancio di Spesa ed Bilancio d'entrate fiscale, perché lo Stato Italiano e Governato senza la Sovranità Popolare.

Rappresentativa da sola non basta per consentire equità politica, per cui prevede d'eliminare il motivo di conflitto d'interesse corporativo economico, stabilendo massimi e minimi dei redditi retributivi e pensionistici di tutte le Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, differenziati secondo la professionalità e responsabilità, inoltre prevede l'adeguamento dei redditi mensili, ogni fine anno uguale per tutti e stabilito con tutte le Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, secondo l'aumento del costo reale della vita e risultati di Bilancio Economico della Nazione.

Rappresentativa il tempo sarà usato all'eliminazione dei privilegi e sprechi, al miglioramento e sfoltimento legislativo Istituzionale, Sociale ed Economico e Infrastrutturale, per consentire uno sviluppo Economico Evolutivo Equilibrato tra le Regioni e della Nazione.

Democrazia Rappresentativa da sole non significa necessariamente libertà ed equità politica 

Istituzionale, Sociale ed Economica 

PARTECIPATIVA

Partecipazione è sancita dalla Costituzione della seconda Repubblica Italiana, deve essere un Dovere Civico e dialogo di proposte a confronto tra Classe Dirigente Politica Istituzionale, Sociale ed Economica, Classe Dirigente Civile e Organizzazione di Base dei Dipendenti, con lo scopo di responsabilizzare nelle decisioni le parti interessate, per impedire decisioni discrezionali unilaterali e decisioni programmatiche discrezionali unilaterali di spesa, senza raggiungere gl'obbiettivi e senza responsabilità personali civili e penali,  

Partecipazione è funzione indispensabile per avere quantità e qualità dei servizi e produzione industriale e commerciale, la responsabilizzazione comune di collaborare e sottoscrivere il raggiungimento degl'obiettivi sul lavoro, come reali quantificati e qualificati controlli sui contratti di lavoro, salute e sicurezza sul lavoro, versamenti contributivi fiscali e pensionistici, per una stabilità occupazionale, stabilità del potere d'acquisto e pensione alla vecchiaia.

Democrazia Rappresentativa, Partecipativa da sole non significa necessariamente libertà ed equità politica 

Istituzionale, Sociale ed Economica.

COGESTIONE

Doveri Costituiti

Cogestione è sancita dalla Costituzione della seconda Repubblica Italiana, per cui i Delegati Politici delle Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, che amministrano le risorse mobili, immobili, monetarie ed emettono leggi che regolino i programmati Bilanci di spesa ed ottenere relative programmate entrate monetarie fiscali a livello preventivo e consuntivo di una Nazione, con i Delegati Civili delle Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche e Delegati di Base dei Dipendenti e dell'Istituzioni, del Sociale ed Economia, devono avere la funzione di partecipazione e controllo dei dati e rispetto programmatico di Bilancio di spesa ed entrate, preventivo e consuntivo, mensile, semestrale ed annuale.

Nella Costituzione della seconda Repubblica Italiana, la Cogestione modifica il concetto della parola Poteri Costituiti, con Doveri Costituiti, significa che la Classe Dirigente nello svolgere il proprio compito Istituzionale, Sociale ed Economico, assume delle responsabilità nei confronti Cittadini-e Italiani-e e Stranieri, anche essi con i Doveri Costituiti e rispetto delle leggi dello Stato Italiano.

I Partiti amministrano senza rispettare le promesse dei programmi di spesa ed entrate, senza una politica etica ed equa tra le Categorie istituzionali e Sociali, come fossero un'organizzazione che decide la spesa delle risorse valutarie, senza rendere conto alla Sovranità Popolare nello Stato Italiano.

Cogestione è funzione indispensabile alla compartecipazione dei programmi e reale controllo della Politica di spesa ed entrate ed Economia di spesa ed entrate, necessari a rimodulare eque aliquote fiscali, riqualificare la spesa ed investimenti Pubblici e Privati, per consentire un reddito minimo a tutti, un lavoro nell'arco della vita lavorativa, pensione alla vecchiaia ed investimenti per uno Sviluppo Economico Evolutivo Equilibrato tra le Regioni della Nazione.

 

DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA, PARTECIPATIVA E COGESTIONE

ISTITUZIONALE, SOCIALE ED ECONOMICA

Modifica

Art. 1. – L’Italia è una Repubblica Democratica Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, fondata sul lavoro, nell'etica di Politica Sociale ed Economica e rispetto della Legalità di tutti i Cittadini-e Italiani-e e Stranieri-e residenti sul Territorio dello Stato Italiano. 

La Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, con la nuova Rappresentatività Politica delle Categorie, nelle Circoscrizioni, Comuni, Province, Regioni, Camera dei Delegati delle Regioni, Camera dei Delegati Nazionali, hanno l’interesse alla Sviluppo Economico, con un Metodo Politico e Metodo Economico, per avere un’attività necessaria alla Collettività, come Dovere e un Reddito, come Diritto

Art. 1. a.  Nella Costituzione della seconda Repubblica Italiana, la sovranità appartiene al Popolo Italiano, che esercita la Politica nella forma Democratica Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, rappresentati percentualmente al totale degl'appartenenti delle Categorie, Istituzionali, Sociali ed Economiche, con pari rispetto dei Doveri Civici e dei Diritti Civili.

 Art. 1. b.  La Costituzione della seconda Repubblica Italiana, sancisce la Sovranità Popolare è inscindibile con la Sovranità Monetaria dello Stato Italiano.

Art. 1. C.  Ai Delegati Politici delle Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche della Camera Legislativa Nazionale e Governo della Nazione, secondo le leggi Fiscali delle Entrate e delle leggi di Bilancio di Spesa consuntiva, sono preposti a determinare la Politica Economica e Monetaria dello Stato Italiano.

Art. 1. d. La Costituzione della Seconda Repubblica Italiana, sancisce che la Politica ed Economia è considerata la Gestione Amministrativa, Istituzionale, Sociale ed Economica e ogni forma di organizzazione, per costituire, esercitare e perpetuare poteri, con corruzione, con evasione contributiva previdenziale, con elusione, evasione fiscale ed evasione doganale, per agevolare importazioni di prodotti, con illegale concorrenza commerciale ed economica, in violazione degl’accordi dei quantitativi d’interscambio commerciali internazionali o svolgere attività essenzialmente speculativa azionaria e monetaria, che compromettono lo Sviluppo Economico e la libertà Politica Nazionale, sono considerati reati secondo le leggi Civili e Penali dello Stato Italiano.

Art.1.  Nella Democratica Rappresentativa di Partecipazione e Cogestione della seconda Repubblica Italiana il lavoro trova diritto garantito con la nuova rappresentatività Politica percentualmente agl'appartenenti di tutte le Categorie Istituzionale, Sociale ed Economico e legislazione di Sviluppo Economico Evolutivo Equilibrato, che crea occupazione intesa d'utilità sociale di trascorrere la giornata, per distribuire un reddito e pensione alla vecchiaia. I Cittadini Italiani che a vario titolo ricevono un reddito mensile come sostegno al reddito dallo Stato Italiano, devo svolgere un attività di volontariato, secondo le disponibilità di tempo e condizioni fisiche di salute, per rendersi utili e pronti al reinserimento lavorativo. 

Art.1. La Legalità è  principio fondamentale sancito dalla Costituzione della seconda Repubblica Italiana, inteso nel rispetto dei Contratti Nazionale di Lavoro sottoscritti dalle Categorie, sulla base della responsabilità e professionalità Politica, Istituzionale, Sociale ed Economica di ricevere ed ottenere un reddito mensile nell'arco della vita lavorativa e pensione alla vecchiaia, la corruzione è un illegale percepimento di reddito sottratto al controllo fiscale e previdenziale, inoltre violano le leggi che regolano la convivenza civile, la libera e leale concorrenza economica e lealtà professionale Politica, Istituzionale che tradiscono il giuramento di fedeltà alla Costituzione della seconda Repubblica e Sovranità delle Stato Italiano. 

Attualmente la storia dimostra che la Costituzione della prima Repubblica Italiana non è rispettata nei diritti fondamentali al lavoro nell'arco della vita lavorativa ed una pensione alla vecchia per tutti, perché sono rappresenti interessi di parte, per ipocriti motivi ideologici e personalistici di potere Politico, Istituzionale, Sociale ed Economico, che crea i presupposti d'illegalità e corruzione endemica diffusa, politica di potere personale, voto elettorale di scambio, favoritismi retributivi, legislativi giudiziari, fiscali e previdenziali, che sgretolata alle fondamenta la Convivenza Civile, la Costituzione della Repubblica Italiana e Sovranità dello Stato Italiano.  

L’Onorevole e Presidente della Repubblica Italiana SANDRO PERTINI, il tema della disoccupazione lo chiama “Il male tremendo” evocato con grande vigore nei discorsi di fine anno del 1981, 1983 e 1984. Ricordando in maniera esplicita come il compito di trovare soluzioni efficaci spettasse di dovere alla politica, sia quella di governo, che di opposizione ed il parlamento. “Bisogna che il governo si adoperi per trovare sorgenti di lavoro, per fare in modo che tutti gli italiani abbiano una occupazione.

Art. 2.  La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo [4, 13 ss., 21, 24], sia come singolo sia nelle formazioni sociali [18, 19, 29, 39, 45, 49] ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Modifica

Art. 2.   La Seconda Repubblica Italiana sancisce che gl’Esseri Umani, tramite il Ministero dello Stato Italiano della Cultura Civile e Preparazione Professionale, come fondamento lo studio della Costituzione della Seconda Repubblica Italiana, perché devono riconoscere, prima i Doveri Civili e conseguenti inviolabili garantiti Diritti Civili, nel metodo di Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, nel rispetto della libera espressione della propria personalità e capacità professionale, con inderogabile solidarietà di etica Politica Sociale ed Economica, come eredità di consapevole vita reale d'Evoluzione Culturale e Morale del Cittadini-e Italiani-e nello Stato Italiano.

Art. 3.  Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [37, 48, 51], di razza, di lingua, di religione [8, 19], d'opinioni politiche [49], di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica Italiana rimuovere gli ostacoli d'ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4.  La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro [35 ss.] e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società [2].

La Corte Costituzionale, nella sentenza n.87/1966, in merito Art. 1 non specifica il concetto di democrazia, inoltre pone limiti alla sovranità del Popolo Italiano che affidata alle maggioranze legalmente costituite, inoltre dichiara inviolabili i diritti dell'uomo, eguali davanti la legge e parità dei sessi, che la Repubblica ha il compito di rimuovere gli ostacoli, per una partecipazione di solidarietà politica e diritto al lavoro.

Queste enunciazioni stimabili, non modificano l'irrealistica sovranità popolare, con un sistema elettivo dei partiti e poteri costituiti dittatoriali, definite maggioranze che non rappresentano gl'interessi vitali di tutti i Cittadini-e Italiani-e, perché riduce le possibilità di rappresentatività politica delle maggioranze reali delle Categorie Istituzionali Sociali ed Economiche ridotte a minoranze o socialmente deboli non organizzate, vanificando le leggi della Costituzione Italiana negl'Art. 1 – 2 – 3 – 4

La Democrazia è reale quando tutte le Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche sono rappresentate percentualmente a livello politico. nella forma di Democrazia Rappresentativa di Partecipazione e Cogestione, che garantisce la reale libertà d'espressione personale e professionale, per creare le condizioni di  posti di lavoro, con uno Sviluppo Economico Evolutivo Equilibrato, nel rispetto della legalità come pacificazione sociale e della Sovranità Polare in un'Italia Libera  

Art. 4 a. La Costituzione della seconda Repubblica Italiana sancisce uno Stato Italiano apartitico ideologico ed apartitico religioso, con libertà di confronto e dialogo Culturale e Teologico, per la comprensione del significato della Vita, della Creazione dell'Universo e della presenza di Dio, come crescita Intellettuale e Morale di tutela della Vita sulla Terra, nell'inderogabile rispetto dei Codici e Leggi dello Stato Italiano.

Nella Costituzione della seconda Repubblica Italiana lo Stato Italiano è sancito come apartitico ideologico, perché non  devono essere usate per il potere personale della gestione Politica ed Economia, usurpando la Sovranità Popolare, perché la Politica ed Economica è rappresentata ed esercitata dalle Categorie, Istituzionali, Sociali ed Economiche, nella forma Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, inoltre la composizione sociale degl'Esseri Umani s'evolve secondo l'acculturazione di conoscenze ed applicazioni scientifiche, industriali, commerciali, che consentono le riforme Politiche Istituzionali, Sociali ed Economiche che migliorano le condizioni di vita degl'Esseri Umani. 

Nella Costituzione della seconda Repubblica Italiana lo Stato Italiano è sancito apartitico religioso, perché gl'insegnamenti Profetici e Teologici o difesa dei costumi sociali, non devono essere usati per il potere personale della gestione Politica ed Economia, usurpando la Sovranità Popolare, perché la Politica ed Economica è rappresentata ed esercitata dalle Categorie, Istituzionali, Sociali ed Economiche, nella forma Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, per cui le radici dell'insegnamento dei Vangeli di Gesù Cristo, devono essere le basi Universali Teologiche di custodia e difesa della vita della Terra, dalla vita nelle Acque, della vita Vegetale, della vita Animale e della vita del Genere Umano, per un confronto Culturale e Teologico, sancito della libera professione d’insegnamento delle Religioni Mondiali a tutti i livelli d'istruzione, come crescita Morale ed Intellettuale  per un confronto Culturale, Teologico dei Cittadini-e Italiani-e e Stranieri-e  nello Stato Italiano. 

Art. 5. La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali [114 – 133]; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi e i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.  

Modifica

Art. 5.  Lo Stato Italiano è indivisibile, adegua i principi e i metodi della sua legislazione ai servizi che dipendono dallo Stato Italiano, secondo le esigenze d'autonomia e decentramento amministrativo, nel rispetto dei parametri Nazionali dell'aliquote fiscali e inderogabile rispetto dei programmi di Spesa di Bilancio ed equo Bilancio dell'Entrate. 

 Art. 6.  La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

Art. 7.  Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale [138].

Art. 8.  Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge [19].

Le confessioni religiose diverse dalla Cristiana hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.

I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Art. 9.  La Repubblica promuove lo sviluppo della ricerca scientifica, tecnica e commerciale.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico ed artistico della Nazione.

Art. 10.  L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione Italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica Italiana, secondo le condizioni stabilite dalla legge.  

Abrogato

Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.  

Modifica

Non è ammessa l’estradizione dello straniero, perseguito nella propria Nazione, per le idee politiche di valori civili e morali. 

La modifica e resa necessaria perché nessun omicidio può giustificare la presa del potere per amministrare la politica in uno Stato Nazionale, mentre devono trovare asilo politico allo Stato Nazione a cui rivolgono la richiesta, coloro che sono perseguitati o in pericolo della loro ed altrui incolumità fisica a seguito delle loro idee politiche di valori civili e morali. 

Art. 11. L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali [78]; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Modifica

Art. 11.  L’Italia ripudia la guerra, usando motivazioni ideologiche, per usurpare il potere politico o come strumento di offesa alla libertà d'altri Popoli Nazionali e come mezzo di risoluzione delle controversie Internazionali, proclama la neutralità Democratica Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, ponendosi come esempio di risolvere le controversie ideologiche di poteri politici interni, senza l’uso della violenza e della guerra.

La Democrazia Rappresentativa, Partecipativa e Cogestione, non prevede cessioni di Sovranità dello Stato Italiano, in quanto intende far parte di una reale Unione Politica Europea con la Costituzione degli Stati Federati Europei

La modifica proclama essenzialmente la neutralità Internazionale dell’Italia, perché enunciare il ripudio delle guerra è una contraddizione in termini, mentre produciamo e vendiamo armi ad altri Paesi, per le alleanze di potere personale e dei partiti, che conducono l’Italia indirettamente alla guerra non dichiarata, chiamata missione di pace, ma la democrazia reale, non è esportabile con le armi, per fare vittime superiori al dittatore che si vuole spodestare, per mettere al potere un governo dittatoriale partitocratico. Le guerre ideologiche che motivano la nascita dei partiti, usano la violenza contro le popolazioni civili indifese, anche come atto intimidatorio per la presa del potere personale e politico di gruppi oligarchici Partitocratici sulle Nazioni.

Questo per avere governi amici nell’area Geopolitica, per lo sfruttamento delle materie prime o risorse naturali o avere appalti di opere pubbliche o private ed espansione commerciale.

La Democrazia Rappresentativa, Partecipativa e Cogestione è prevenire le guerre, con la diplomazia ed aiuti mirati allo sviluppo culturale, sociale ed economico, perché per assurdo, le guerre sono provocate delle Nazioni Unite che compongono l’ONU, cui deve essere affidato un nuovo ruolo, non d’intervento dopo i conflitti o sanzionatorio, ma insieme al Fondo Monetario Internazionale, programmare lo sviluppo dei Paesi poveri, risolvendo preventivamente i motivi d’interesse politico economico egemonico prima tra i Paesi Sviluppati, che vendono armi alle fazioni armate di quei Paesi poveri di cui dopo la guerra ipocritamente si proclama di voler aiutare. 

Art. 12.  La bandiera della Repubblica Italiana è tricolore: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.  

STATI UNITI D'EUROPA

Art. 12 a. La Costituzione della seconda Repubblica Italiana, sancisce il rispetto degl'accordi sottoscritti degli Stati dell'Unione Europea, promuove iniziative per un unico sistema di Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, per sancire una Costituzione degli Stati Uniti d'Europa, con una Camera  Delegati Politici delle Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche Europea, eletti dai Cittadini-e- Europei le cui leggi, proposte o emanate saranno applicate in tutti gli Stati Uniti d'Europa. 

La Bandiera Europea con sfondo azzurro, con le stelle in oro a cerchi, quanti sono gli Stati Uniti d'Europa.

PARTE PRIMA

DOVERI CIVILI

 E

 DIRITTI CIVILI DEI CITTADINI

Art. 13 e Art. 2. La Seconda Repubblica Italiana sancisce che gl’Esseri Umani, tramite il Ministero della Cultura Civile e Preparazione Professionale dello Stato Italiano, come fondamento e dovere lo studio della Costituzione della Seconda Repubblica Italiana, perché devono riconoscere, prima i Doveri Civili e conseguenti inviolabili garantiti Diritti Civili, nel metodo di Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, nel rispetto della libera espressione della propria personalità e capacità professionale, con inderogabile solidarietà di etica Politica Sociale ed Economica, come eredità di consapevole vita reale d'Evoluzione Culturale e Morale del Cittadini-e Italiani-e nello Stato Italiano.

TITOLO I

RAPPORTI CIVILI

 Art. 13 a.  La libertà personale è inviolabile.

Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, s’intendono revocati e restano privi di ogni effetto

È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà

La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva

Art. 14.  Il domicilio è inviolabile

Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale .

Modifica

Art. 14.  Il domicilio è inviolabile.

Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge, alla presenza di un legale difensore, secondo le garanzie di tutela della libertà personale.

L’inviolabilità del domicilio, sancito dalla Costituzione Italiana, è elusa normalmente dagl’Ufficiali Giudiziari, s’introducono nell’abitazione dicono autorizzati dal Giudice delle esecuzioni, ma la legge non è rispettata sul diritto alla tutela della proprietà privata ed abitazione del singolo Cittadino-a, con la presenza di un Legale Difensore, che abbia conoscenza del problema giuridico, che abbia fatto richiesta di sospensione o remissione dell’atto ingiuntivo.

Le operazioni  giudiziarie, che necessitano indagini e perquisizioni, la procedura della tutela dei diritti civili dei Cittadini-e deve essere rispettata, anche se per motivi di segretezza non è preavvertito, perciò una volta entrati gl’Ispettori e presidiato il luogo privato da perquisire, devono richiedere l’immediata presenza dell’Avvocato a difesa dell’indagato, perché tutto avvenga secondo i codici di procedura riguardanti le perquisizioni o sequestri a difesa dei diritti civili di tutti i Cittadini Italiani.

Art. 15.  La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.

La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria e con le garanzie stabilite dalla legge

Art. 16. Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza

Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.

Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.

Art. 17.  I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senza armi.

Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.

Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

Art. 18. I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale

Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare  

Modifica

Art. 18.  I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale

Sono proibite le associazioni e società segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, mediante organizzazioni di carattere finanziario speculativo ed illegale concorrenza economica, contro gl’interessi della Sovranità Popolare e Politica Nazionale

La Costituzione della seconda Repubblica Italiana stabilisce il rispetto primario della Sovranità Popolare, lesa dal sistema finanziario speculativo monetario, dalla concorrenza illegale dei prodotti importati il cui costo della manodopera è inferiore al parametro stabilito a livello Nazionale, che compromettono lo Sviluppo Economico e la libertà Politica ed Economia Nazionale.

Sono proibite le associazioni e società segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni eversive e di carattere militare  

Art. 19.  Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa [8] in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume o persegue scopo eversivi. [21, 6° comma].

Art. 20.  Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto, associazione od istituzione [8] non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.

Art. 21.  Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Modifica

Art. 21.  Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa di Cogestione, la Repubblica Italiana garantisce e tutela per legge il diritto d’informazione ai Cittadini Italiani, con quotidiani, periodici, radiotelevisivi, la rete multimediale, al fine di rendere concreta la Partecipazione e Cogestione, con la conoscenza dei dati programmatici preventivi e consuntivi di Bilancio di spesa ed entrate, da parte di tutte le Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, la legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa quotidiana, periodica e radiotelevisiva, le cui quote proprietarie non devono essere maggioritarie atte ad impedire la libertà d'informazione dei Giornalisti verso i Cittadini Italiani.

Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, la modifica dalla Costituzione Italiana prevede per legge la conoscenza da parte dei Delegati Politici e Delegati delle categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, tra cui i Giornalisti radiotelevisivi e carta stampata, dei dati informativi sociali ed economici programmatici di Bilancio di spesa ed entrate, preventivi e consuntivi.

Negare ed Omettere i suddetti dati reali o renderli irreperibili o manometterli costituisce reato penale, per la molteplicità d’interessi di poteri, politici, giuridici, sociali ed economici, come il falso in bilancio ad evasione fiscale e contributiva. La mancanza di libertà d’informazione si manifesta quando il giornalista è costretto ad omettere la fonte della notizia, per evitare ritorsioni nel lavoro o ambito giudiziario, per dopo l’inchiesta e processo di primo grado insabbiare il tutto, come nulla fosse successo, senza analizzare le responsabilità, le motivazioni reali politiche, sociali ed economiche. 

Art. 22.  Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome.

Art. 23.  Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge [53].

Art. 24.  Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi

La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.

Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.

La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.

Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

Modifica

Art. 24.  Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi

La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.

Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.

La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.

Le pene devono essere specificative, di rieducazione obbligatoria al lavoro, con reinserimento sociale, oppure di condanna all’espiazione totale della pena in luogo di detenzione, da monito ai Cittadini Italiani e tempo necessario alla comprensione della gravità del reato commesso, come fine ultimo alla rieducazione e reinserimento sociale del detenuto.

Le condanne  non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità.

Il nuovo codice di procedura Civile, Penale e Fallimentare, specifica in due termini il giudizio uno di condanna, l’altra di sanzioni alla reintegrazione obbligatoria al lavoro da parte del condannato e al fine del risarcimento del danno, per i reati commessi con l’attenuante del disagio e stato d’abbandono sociale, seguiti da assistenza sociale carceraria e di circoscrizione, secondo un programma di reintegrazione sociale, per impedire la reiterazione dei reati con recidive di condanna e sovraffollamento delle carceri.

Il giudizio di condanna prevede detenzione in carcere, come esemplarità e monito ai Cittadini Italiani, con la totale espiazione, l’eccezionalità prevede un percorso di rinsavimento reale alla società civile, secondo il giudizio relazionale interno al carcere, dello psicologo, dei delegati dei diritti civili ed assistente sociale carceraria ed in ultimo la sentenza finale del Giudice di Sorveglianza per la commutazione del residuo di pena in iniziale semilibertà lavorativa, in fine libertà vigilata, che resta attiva sino alla data della totale espiazione. 

Art. 25.  Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge.

Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso

Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge.  

Art.26. L’estradizione del cittadino può essere consentita soltanto ove sia espressamente prevista dalle convenzioni internazionali. 

Abrogato

Non può in alcun caso essere ammessa per reati politici [10].  

Modifica  

Art. 26.  L’estradizione del cittadino può essere consentita soltanto ove sia espressamente prevista dalle convenzioni internazionali o eventualmente espressamente richiesta dagli Stati Nazionali che garantiscano i diritti civili.    

Art. 26. a. L’estradizione è ammessa nei confronti dei Cittadini-e Italiani-e o Stranieri-e. per reati penali ed omicidi, commessi per motivi ideologici e di potere politico, in violazione delle leggi dello Stato Italiano.

Art. 26. b. Il Segreto di Stato non è ammesso la dove sono violati di Diritti Internazionali, come attentati contro l’integrità fisica dei Cittadini o violazioni sulla integrità del suolo dello Stato Italiano,

Il Segreto di Stato è ammesso, per la Sicurezza dei Cittadini-e Italiani-e e Stranieri-e e del Territorio della Stato Italiano.

Art. 27.  La responsabilità penale è personale.

L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.

Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra   

Modifica

Non è ammessa in alcun caso la pena di morte, ne creare le condizioni di morte civile, da indifferenza Istituzionale Sociale ed Indigenza Economica. 

Art. 28.  I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.

Modifica

Art. 28.  Ai Dirigenti Pubblici e Privati è d'obbligo il giuramento di rispetto delle Leggi e di fedeltà alla Costituzione della seconda Repubblica dello Stato Italiano. 

I Dirigenti, i Funzionari e i Dipendenti dello Stato e degli Enti ed Attività Economiche Nazionali, sono direttamente responsabili degl'atti amministrativi, secondo le leggi dei Codici di procedura civile e penale, come gl'atti corruttivi, malversazioni e concussione, contrari agl'interessi collettivi dei Diritti Civili dei Cittadini Italiani  e dello Stato Italiano. 

In taluni casi la responsabilità civile si estende allo Stato Italiano agl'Enti ed Attività Economiche Nazionali.

La modifica è resa necessaria, perché la corruzione dilagante ed endemica e motivata dal mancato rispetto dei Dirigenti Pubblici e Privati della Sovranità Popolare dello Stato Italiano, perché nominata o influenzate le nomine dalla Partitocrazia Italiana, in massima parte senza responsabilità civili e penali, inoltre hanno depenalizzato il falso in bilancio, evasione fiscale, distogliere a proprio e collettivo favore valuta a danno dei Cittadini Italiani, sono reati quasi mai perseguiti, in assenza dei dati informativi di gestione e controlli sulla spesa ed entrate, inoltre abbiamo una Classe Dirigente che percepisce elevati compensi retributivi, senza reale capacità professionale e nessuna responsabilità, dimostrato dalla crisi Sociale ed Economica recessiva irreversibile che attraversa il Nostro Paese.

La Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, Istituzionale, Sociale ed Economica, intende valorizzare i competenti e meritevoli Cittadini Italiani, con spiccate doti di solidarietà politica, sociale ed economica, che possano essere candidati ed eletti alla guida del Nostro Paese.

TITOLO II

RAPPORTI ETICO-SOCIALI

Art. 29.  La Costituzione della Seconda Repubblica Italiana riconosce la Società Naturale fondata sul Matrimonio e Famiglia composta da un Uomo e una Donna.

Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.

Art. 30.  È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.

Modifica

Art. 30. a.  La separazione o divorzio, non consensuale, deve essere concesso solo nei casi di violenza psicologica o fisica o allontanamento spontaneo dal tetto coniugale di uno dei due coniugi, al fine di salvaguardare lo stato di salute psicologico e fisico, principalmente dei Figli e di uno o entrambi i Coniugi.

Art. 30. b. La separazione non consensuale, il coniuge richiedente, dovrà apporre la firma in apposita domanda, d’essere a conoscenza nelle norme ivi elencata, dei cambiamenti dei diritti e doveri di entrambi i coniugi, durante il periodo di separazione, al fine di salvaguardare lo stato di salute psicologico, fisico e patrimoniale, principalmente dei figli e di uno o entrambi i coniugi.

Art. 30. c.  La separazione non consensuale, dove non esistono i presupposti di violenza psicologica o fisica, la cui famiglia è composta con figli minori, devono essere obbligatori tre tentativi senza separazione e dilungati nel tempo di tre anni, al fine di una reale riconciliazione, la prima preliminare senza avvocati davanti il Giudice, la seconda con un psicologo nominato dal Giudice e Religioso nominato con il consenso di entrambi i coniugi, per i matrimoni contratti in chiesa, inoltre in alcuni casi è previsto nel rispetto di alcune regole e doveri un periodo di separazione e riflessione, il terzo ed ultimo tentativo davanti il Giudice, i Coniugi con entrambi i loro Avvocati.

La modifica e resa necessaria, perché la legge attuale sul divorzio, contraddice l’art. 29 di una Repubblica e Società fondata sulla famiglia e matrimonio.

Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.

La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.

La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità

Art. 31.  La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.

Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.

Art. 32.  La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.

La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Art. 33.  L’arte e la scienza sono libere e libero n’è l’insegnamento.

La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad loro piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di loro e per l’abilitazione all’esercizio professionale.

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato Italiano. 

Art. 34.  La scuola è aperta a tutti.

L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

TITOLO III

RAPPORTI ECONOMICI  

 Art. 35.   La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.

Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori.

Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.

Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale e tutela il lavoro italiano all’estero.

Art. 36.  Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi .

Art. 37.  La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore [3]. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.  

Modifica

Art. 37.  La Donna lavoratrice a parità di professione e categoria, ha gli stessi diritti retributivi e contributivi che spettano all'uomo lavoratore [3]. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.  

La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.

La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce loro, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.

Modifica

La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme di apprendistato e garantisce loro, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.

Art. 38.   Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.

Modifica

Art. 38.  Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto ad un reddito minimo vitale e all’assistenza sociale.  

I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.

Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.

Ai compiti previsti in quest’articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.

L’assistenza privata è libera. 

Art. 39.  L’organizzazione sindacale è libera.

Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.

È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.

I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

Modifica

Art. 39.  La Costituzione della seconda Repubblica Italiana, garantisce la rappresentatività con candidature ed elezione dei Delegati Politici delle Categorie, Delegati Civili della Categorie, Delegati di base delle Categorie, Delegati Utenti Consumatori, nella forma di Democrazia Rappresentativa Partecipativa di Cogestione delle Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche.

La Costituzione della seconda Repubblica Italiana  con tutti i mezzi d’informazione specifica, con la forma Democratica e Partecipativa, sancisce la Cogestione di tutte le Attività Pubbliche e Private, con i Delegati Politici, Civili, di Base e Utenti Consumatori di tutte  le Categorie, Istituzionali, Sociali ed Economiche, inoltre a vario titolo entrano nei Consigli di Amministrazione, degl’Enti, Municipalizzate, Istituzioni, Attività economiche private, Fondi Pensione, nelle Commissioni di Bilancio e Programmazione Economica.

La Costituzione della seconda Repubblica Italiana con la Democrazia Rappresentativa Partecipativa di Cogestione sancisce preventivamente nei Contratti Nazionali di Lavoro, i livelli massimi e minimi come base retributiva e pensionistica mensile ed annuale di tutte le Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche a garanzia d’equità differenziazione e sulla base della reale Responsabilità Professionale ed eventuali Responsabilità Civili e Penali. 

La Costituzione della seconda Repubblica Italiana con la Democrazia Rappresentativa Partecipativa di Cogestione è sancito che una volta ogni anno sarà calcolato l’adeguamento retributivo mensile, uguale per tutte le categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, dall'Istituto di calcolo aumenti prezzi al consumo o aumento del costo della vita, con i Delegati di Categoria Civili, i Delegati Utenti Consumatori ed incentivato dal rispetto degl’obbiettivi preventivi e consuntivi del Ministero della Programmazione Economica ed entrate tributarie del Ministero della Finanze, perché il conflitto dei redditi ed economici, non vengano usati per motivi ideologici di potere personale Politico ed Economico, ma garantire stabilità del potere d'acquisto delle retribuzioni, i livelli occupazionali e pensione in età pensionabile, nell’inderogabile rispetto del principio di solidarietà ed etica Politica, Sociale ed Economica.

Art. 40.  Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano.

Modifica

Art. 40.  La Repubblica Italiana garantisce la libertà di protesta civile e manifestazione Personale, di Categoria o di Popolo, nel rispetto della libertà e diritti dei Singoli o di altre Categorie o Popolazione Civile.  

L’astensione dal lavoro deve essere un estremo tentativo di porre all’attenzione Politica del Governo Regionale o Nazionale, i problemi rispondenti ai Contratti Nazionali al Lavoro, Sicurezza sul Lavoro, Salvaguardia dei Livelli Occupazionali e di Sviluppo Economico delle Categoria Istituzionali, Sociali ed Economiche, senza essere motivo per ottenere privilegi anarchici e corporativi retributivi, rispetto ad altre Categorie Istituzionali, Sociali ed Economici o superiori al reale aumento annuale del costo della vita.

Le nuove Legislazioni sul Lavoro ed adeguamenti annuali e mensili retributivi, devono essere approvate e concesse uguali a tutte le Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, perché il costo della vita aumenta uguale per tutte le Categorie, nell’inderogabile principio di solidarietà Politica, Sociale ed Economica. 

L’astensione dal lavoro, per il rispetto dei Contratti Nazionali di Lavoro delle Categorie Istituzionali, Sociali ed Economici e nei casi di Categorie di Servizi Essenziali, devono essere informati programmati ed approvati dal Governo Locale e Nazionale, altri tipi di manifestazioni di protesta civile, saranno programmate ed approvate dalle Prefetture e Questure locali, fuori dell’orario di lavoro civilmente e senza impedire l’attività sociali ed economiche.

La parola Sindacato nella modifica delle Costituzione italiana non appare, perché il sistema elettivo interno perpetua le candidature ed eletti, essendo lo specchio d'appartenenza della Partitocrazia Italiana ed usa l’anarchia e corporativismo rivendicativo retributivo, fatto di favoritismi per ottenere consenso elettorale ai partiti di riferimento o per essere sovvenzionarti dallo Stato Italiano, perché le integrazioni retributive di alcune categoria di Cittadini Italiani, ottenuti dopo anni dalla scadenza dei Contratti Nazionali, con scioperi pilotati e perdita di parte della retribuzione, i Sindacati e Partitocrazia Italiana, non sono mai stati, ne sono in grado di tutelare e garantire il potere d’acquisto delle retribuzioni, il conflitto contro le attività economiche private, usato con ideologiche promesse politiche programmatiche, per ottenere consenso elettorale, motivo della scomparsa delle attività Industriali e scomparsa  di 3 milioni di posti di lavoro.

L’anarchia il corporativismo e favoritismi degl’aumenti dei contratti di categoria, senza il controllo sui prezzi significa dividere l’Italia in due ceti sociali distinti di società, non garantire all’età contributiva ed età pensionistica, la certezza dell’erogazione della pensione, incentivando aumenti di retribuzione per il prolungamento al lavoro.

Nella Democrazia  Rappresentativa Partecipativa, la Cogestione è sancita dalla Costituzione della seconda Repubblica Italiana, significa innanzitutto la riforma del parassitismo creato per ottenere consenso elettorale, per cui i Delegati delle categorie, Istituzionali, Sociali ed Economiche a vario titolo entrano nei consigli di amministrazione degl’Enti, Municipalizzate, Istituzioni, Attività economiche private, nelle Commissioni di Bilancio e programmazione economica, per riorganizzare i carichi e responsabilità di lavoro dei Lavoratori, Dipendenti, Funzionari e Dirigenti  che con l’adeguamento, ogni anno delle retribuzioni esausta il conflitto.

I Delegati di categoria dopo il mandato se non rieletti, devono tornare a lavoro nella categoria di competenza o altre, perciò interessati ad operare bene, per dare continuità alla propria occupazione lavorativa.                

Art. 41. L’iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Modifica

Art. 41.   L’iniziativa economica è libera.

La Costituzione della seconda Repubblica Italiana prevede, come principio fondamentale la Cogestione, dell’Attività Pubbliche e Private, definite tutte Iniziative Economiche nello Stato Italiano, tra i Delegati Politici delle Categorie, la Classe Dirigente, i Delegati delle Categoria Economiche e Delegati di Categoria Dipendenti attività Istituzionali, Sociali ed Economiche, intesa a determinare i programmi, i controlli sui Bilanci di spesa corrente, controlli sui Bilanci dell’entrate ed investimenti sia preventivi che consuntivi, nel centrare gli obbiettivi programmatici di qualità, quantità ed investimenti nei Servizi Nazionali, qualità, quantità produttive, investimenti e previsioni di vendita commerciale delle attività Economiche Nazionali, nel rispetto inderogabile degl'investimenti e controlli sulla sicurezza dei dipendenti nei luoghi di lavoro, perché possano essere indirizzate e coordinata a fini Sociali, Occupazionali ed Economici.

Art. 42.  La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato Italiano ad enti o a privati.

La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.

La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse generale.

La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.

La Costituzione della seconda Repubblica Italiana prevede come dovere che la Dichiarazione dei Redditi annuale è un atto pubblico, ogni violazione è punita secondo legge.

Art. 42 bis.  La Costituzione della seconda Repubblica Italiana prevede il Segreto dei beni preziosi e valutari dei Cittadini Italiani, nelle varie forme di Deposito Bancario Nazionale ed Estere, dal vincolo di segretezza è escluso lo Stato Italiano rappresentati del Ministero delle Finanze e Ministero della Giustizia, nell’ambito esclusivo delle loro funzioni di controllo fiscale e legalità giuridica.

Lo Stato Italiano è il Territorio nei sui confini e i 61 milioni di Cittadini-e- Italiani-e, la Legalità o Leggi di Convivenza Civile è un principio fondamentale Art. 1.  della Costituzione della Seconda Repubblica Italiana, per cui il compito e diritto di conoscere i depositi di valuta ottenuta illecitamente, al fine della confisca e dissuasione nel commettere i reati.

Art. 43.  Ai fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.

Art. 44. Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo [c.c. 846, Minima unità colturale; c.c.857, Terreni soggetti a bonifica] e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e media proprietà.

La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane.

Modifica

Art. 44.  Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo [c.c. 846, Minima unità colturale; c.c. 857, Terreni soggetti a bonifica].

Al fine della redditività dei terreni viene incentivata la nascita di consorzi agricoli industriali e Commerciali, con l’integrazione contrattuale degl’appezzamenti dei terreni, per avere l’economicità degl’investimenti, la competitività dei quantitativi produttivi e commerciali, inoltre la ricostituzione delle unità produttiva della piccola e media proprietà.

La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane.

La modifica è resa necessaria perché il territorio agricolo Italiano, attualmente non consente colture, con quantitativi, qualitativi e costi di produzione concorrenziali, perciò importiamo prodotti agricoli, animali da carne e derrate alimentari, mentre i consorzi agricoli industriali, modificano la concezione della proprietà dei grandi appezzamenti di terreni ad unica famiglia, e come sudditi i contadini, perché i terreni restano divisi nella proprietà e i proprietari integrati nell’occupazione all’interno del consorzio industriale agricolo e zootecnico.

Questa novità consente aumentare i terreni destinati a qui prodotti che come quantità e qualità possiamo esportare o coprire il mercato interno, investire per migliorare le qualità, meccanizzare la raccolta per maggiori quantitativi e garantire livelli retributivi e contributivi secondo i contratti nazionali di categoria. 

Art. 45 La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fine di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli il carattere e la finalità.

La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell’artigianato.

Modifica

Art. 45. La Costituzione della seconda Repubblica Italiana tutela e riconosce pari funzioni alle Attività Istituzionali, Sociali ed Economiche.

La Costituzione della seconda Repubblica Italiana prevede la Cogestione delle Attività Istituzionali, Sociali ed Economica, come la tutela dell’economicità dell’Imprese in presenza della concorrenza Globale dei Mercati, dalla creazione progettuale e finanziaria dell’Impresa, negl’investimenti per l’innovazione, per lo sviluppo dell’artigianato, della piccola, media e grande Impresa, secondo l’approvazione dei Delegati Politici di categoria, Delegati delle categorie Istituzionali, Economiche ed Istituti Bancari Finanziari.

La legge fiscale prevede l’inasprimento di tassazione fiscale alle attività esclusivamente speculative, mentre defiscalizza, scaglionata negl'anni il totale degl’investimenti in attività di Ricerca Scientifica, Industriale e Commerciale, investimenti in innovazione tecnologiche produttive Industriali e Commerciali Nazionali e Internazionali del Made in Italy e sulla base di nuovi livelli occupazionali.

La Costituzione della seconda Repubblica Italiana, prevede la Cogestione intesa, come confronto programmatico e controllo dei Bilanci preventivi e consuntivi, per determinare la responsabilizzazione della Classe Dirigente e Dipendenti Istituzionali ed Economici ad eleggere i migliori per capacità professionale alla guida Politica ed Economia del Nostro Paese, per uno Sviluppo Economico Evolutivo Equilibrato a livello Regionale e Nazionale.

La Costituzione della seconda Repubblica Italiana, prevede la Cogestione intesa, come riformismo Istituzionale, Sociale ed Economico, per migliorare i servizi nella quantità e qualità e riqualificare la Spesa Istituzionale, da destinare ad investimenti Sociali e Sviluppo Economico Evolutivo.

Le Attività private sono diventate prevalentemente speculative non essendoci più la grande industria e commercializzazione Made in Italy, dovuto all’iniziale scelta ideologica comunista in seguito abbandonata dalla Partitocrazia e Sindacato di sinistra, con una rivendicazione  anarchica dei contratti di adeguamento retributivo, con assunzioni lavorative precarie, l’incertezza dei versamenti  e riduzione dei contributivi previdenziali da parte del datore di lavoro.

Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa, la Cogestione, significa ridare alle attività economiche, il  carattere preminente sociale ed occupazionale, di cui la Costituzione Italiana sancisce che la Repubblica Italia e fondata sul lavoro e l’inderogabile solidarietà politica, sociale ed economica. 

Art. 46. Ai fini dell’elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende

Modifica

Art. 46  Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione il rispetto di salvaguardia del risparmio nelle forma d'investimento diretto ed indiretto, le Società quotate in borsa devono per legge rispettare i requisiti per l’ingresso, la permanenza ed uscita, nella trasparenza sulle modalità e tipo d’investimenti, del risparmio gestito diretto e indiretto, con dati informativi di tutte le attività, i bilanci preventivi, consuntivi di spesa ed entrate, sugli investimenti, il patrimonio totale, il valore globale del numero dei titoli emessi e quelli trattati in borsa, per il mantenimento dei livelli occupazionali e di reddito Nazionali nella sfida della Globalizzazione dei Mercati.

Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, sono incentivati investimenti, per creare nuovi modelli di Consorzi Industriali, per rendere competitivi i prodotti Made in Italy, nel mantenimento dei livelli occupazionali e di reddito Nazionali nella sfida della Globalizzazione dei Mercati.

Le modifiche di quest’articolo sono di rilevanza strategica per lo sviluppo economico evolutivo dell’Italia, che deve garantire la trasparenza di tutte le attività economiche pubbliche e private in modo che le risorse siano orientate a ricreare le condizioni di crescita economica ed occupazionale.

Art. 47. La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.

Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.

Modifica

Art. 47. La seconda Repubblica Italiana incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme, disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.

Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice.

TITOLO IV

RAPPORTI POLITICI

 Art 48. – Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

Il voto è personale ed uguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e n’assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge (*).

Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.

 Art. 49 . Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Modifica

Art. 49.  Tutti i Cittadini-e Italiani-e hanno diritto di associarsi liberamente, per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

La Costituzione della seconda Repubblica Italiana sancisce la Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, che garantisce la massima rappresentatività politica, in percentuale al totale degl'appartenenti di tutte le categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, con l’elezione dei Delegati Politici delle Categorie, Delegati Diritti Civili delle Categorie, Delegati di base Dipendenti interni delle Categorie, Delegati Utenti e Consumatori, a livello di Presidenze, Assessorati, Circoscrizioni, Comunali, Provinciali, Regionali, Camera Nazionale Delegati delle Categorie, Camera Nazionale Delegati delle Categorie delle Regioni e Parlamentari delle Categorie Europei.

La nuova Rappresentatività Politica determina la reale parità dei sessi a livello Politico e Civile.  

La Costituzione della seconda Repubblica Italiana di Democrazia Rappresentativa, Partecipativa e Cogestione, la politica è un servizio reso allo Stato Italiano, che garantisce per legge, ai candidati e referendari, il diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro retribuito, al rimborso delle spese elettorali e referendarie, secondo un elenco d’ammissione, sono escluse le spese pubblicitarie. non sono ammessi contributi o finanziamenti economici a fini elettorali.

Nuove norme in materia di rimborso delle spese elettorali e referendarie, ai movimenti, associazioni e rappresentanze delle Categorie Istituzionali ed Economiche.

La Costituzione della Seconda Repubblica Italiana, sancisce che la Politica ed Economia è considerata la Gestione Amministrativa Istituzionale, Sociale ed Economica e ogni forma di organizzazione per la perpetuazione di poteri e speculazione azionaria e monetaria, sono considerati reati, secondo le leggi Civili e Penali  dello Stato Italiano.

La Costituzione della Seconda Repubblica Italiana la Gestione Politica, Istituzionale, Sociale ed Economica Nazionale ed Internazionale deve come principio fondamentale, rispettare gl'obbiettivi dei programmi di Bilancio di spesa Pubblica Istituzionale, Sociale, Pensionistica ed Infrastrutturale, il rispetto degl'obbiettivi dei programmi di Bilancio delle Entrate Contributive Pensionistiche e Tributarie Fiscali, per l'interesse del mantenimento dei livelli di reddito, potere d'acquisto, livelli occupazionali, incremento produttivo e qualitativo dei servizi Istituzionale e Sociale, incremento degl'investimenti della ricerca Scientifica, Industriale e Commerciale, per incremento produttivo e qualitativo dei prodotti al consumo sedi commerciali Nazionali e Internazionali del Made in Italy, nella inderogabile solidarietà di Sviluppo Economico Evolutivo.  

La Costituzione della Seconda Repubblica Italiana la Gestione Politica, Istituzionale, Sociale ed Economica Nazionale ed Internazionale, sancisce che tutti i Cittadini Italiani non possono preminentemente usare motivi ideologici per ottenere aumenti retributivi di parte o potere politico, ma sulla base della loro abilità professionale al lavoro,  contribuiscano preminentemente al miglioramento delle Istituzioni e vita Sociale, con inderogabile solidarietà per uno Sviluppo Economico Evolutivo nello Stato Italiano.

La Partitocrazia Italiana rappresentano le oligarchie di liste elettorali e lobby finanziarie speculative, con poteri solo verticistici di nomina della Classe Dirigente, senza mai assumersi le responsabilità amministrative, sociali ed economiche, nei confronti dei Cittadini-e Italiani-e elettori  e giudiziarie Civile e Penale, le leggi quasi tutte emanate per Decreto Ministeriale, senza informazioni  dei Bilanci di Spesa Pubblica Istituzionale e Sociale, dei Bilanci delle Entrate Fiscali. La Classe Dirigente rappresentando solo un potere personale  e partitocratico, ne consegue anarchia, corruzione, sotto forma di mafia istituzionalizzata, che perpetua le associazioni di criminalità comune ed organizzata, mafia, ‘ndrangheta e camorra, perché la Partitocrazia Italiana non rappresenta e tutelare tutte le Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, per cui le leggi senza un progetto di riforme, motivano la richiesta con referendum l'incostituzionalità dei partiti sancito nella Costituzione della seconda Repubblica Italiana. 

Art. 50. Tutti i Cittadini-e Italiani-e possono rivolgere petizioni alle Circoscrizioni Comunali,  Camere dei Comuni, Provinciali, Regionali, Camera delle Regioni e Camera Nazionale, per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.  

La Democrazia Rappresentativa, Partecipativa e Cogestione è sancita dalla constatazione dell'Evoluzione Culturale e Sociale dell'Essere Umano, definisce due ruoli, la " Politica " intesa come amministrazione delle risorse valutarie dello Stato Italiano e " Governo " che significa Legiferare, per il rispetto della Legalità da parte di tutte i Cittadini-e Italiani-e e Stranieri-e e Legiferare per un'Etica Politica Istituzionale, Sociale ed Economica delle risorse valutarie dello Stato Italiano. Questo significa che Governare e Legiferare per interessi personalistici di potere politico e lobby di potere economiche, senza la Rappresentatività Partecipazione e Cogestione di tutte le Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, determina divisioni fittizie ideologiche di parte, con dittature di potere politico illegale e anarchica sociale, con ingiustizie sociali ed economiche, senza rispetto Costituzionale di Sovranità Popolare dello Stato Italiano.       

Art. 51. (*) Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso [3] possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni d’eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.

La legge può, per l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.

Art. 52. La difesa della Patria è sacra dovere del cittadino.

Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’esercizio dei diritti politici.

L’ordinamento delle Forze armate s’informa allo spirito democratico della Repubblica.

Art. 53. Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Modifica

Art. 53. - Nella Costituzione seconda Repubblica Italiana di Democrazia Rappresentativa Partecipativa, la Cogestione è legge Costituzionale, che obbliga per legge alla Pubblica Amministrazione, approvata a tutti i livelli dei Delegati Politici, la pubblicazione e la presentazione annuale dei bilanci programmatici reali e particolareggiati, preventivi e consuntivi, ai richiedenti Delegati Politici e Delegati Civili, Giornalisti carta stampata e multimediale, Associazioni e Movimenti, perché i controlli sulla spesa preventivi e consuntivi, consentano a qualificare la spesa e modulare le aliquote fiscali delle entrate ed orientarle ad una politica etica di Sviluppo Economico Evolutivo Equilibrato

La sostanziale modifica dell’articolo serve al controllo programmatico della spesa pubblica e modulare le aliquote, significa che ogni Comune con un certo numero d’abitanti, la Provincia, la Regione e Nazionale devono avere un ufficio preposto alla preparazione dei bilanci di spesa ed entrate programmate, con preventivi delle gare d’appalto di spesa corrente e programmata, per acquisti ed appalti lavori, per standardizzare i costi. 

Art. 53. a – Le attività economiche, che investono in ricerca, innovazione di sistema produttivo, commerciale, necessari ad uno stabile o aumento dell’occupazione Nazionale o Commercializzazione Internazionale, tramite una domanda all'Agenzia dell'Entrate Tributarie e controlli fiscali, potranno tutto l’ammontare valutario investito, detrarlo secondo uno scaglione di anni previsto per legge dall’imponibile della dichiarazione annuale dei redditi.

Le Attività Economiche prevalentemente speculative, avranno un inasprimento delle aliquote fiscali.

Il sistema Tributario Italiano è informato a criteri di controllo, per equità e progressività.

Il criterio d’equità può apparire superfluo, ma la fiscalità diventa iniqua quando alcune categorie economiche, non pagano completamente le tasse e gestiscono capitali finanziari rilevanti, inoltre sono prevalentemente a carattere speculativo impedendo la crescita economica, significa un aumento delle fiscalità per tutte le altre categorie, in particolar modo a svantaggio delle categorie da lavoro dipendente e monoreddito.

Art. 54. –Tutti i Cittadini-e Italiani-e hanno il dovere di rispetto delle leggi dei Codici di procedura Civile e Penale ed essere fedeli in osservanza della  Costituzione della seconda Repubblica Italiana.

I Dirigenti e Cittadini-e cui sono affidate funzioni istituzionali ed economiche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

Modifica

Art. 54  - La Classe Dirigente cui sono affidate funzioni e doveri di responsabilità nelle attività istituzionali ed Economiche Nazionali, devono  adempierle con disciplina, onore, nel rispetto inderogabile delle leggi, con giuramento di fedeltà allo Stato Italiano e Costituzione della seconda Repubblica Italiana, secondo il metodo Democratico di Partecipazione e Cogestione.

L’articolo sancisce la responsabilizzazione e fedeltà inderogabile allo Stato Italiano e Costituzione Italiana della Classe Dirigente Pubblica e Privata, nell’applicazione del metodo di cogestione democratica, che prevede presentazione programmatica degl’obbiettivi di Bilancio di spesa ed entrate, investimenti, piani sui servizi o commercializzazione, discussi ed approvati con i Delegati Politici di categoria, i Delegati Civili di categoria e Delegati di base di categoria, Pubblica e Privata per avere una Classe Dirigenti professionale e meritocratica, per avere Bilanci preventivi e consunti reali, il mantenimento dei livelli occupazionali.

La riduzione del personale o licenziamenti, non possono essere chiamate ristrutturazione, perché è la prima dimostrazione dell’incapacità professionale dei Dirigenti Aziendali, o parassitaria spesa pubblica da parte dei Dirigenti Pubblici, che non hanno centrato gli obbiettivi di stabilità occupazionali, con investimenti innovativi e commerciali, infrastrutturali e qualità dei servizi Istituzionali e Sociali. 

PARTE SECONDA

ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA

TITOLO I

DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA PARTECIPATIVA E COGESTIONE

CANDIDATURE ED ELEZIONE DEI DELEGATI POLITICI E CIVILI DELLE CATEGORIE ISTITUZIONALI, SOCIALI ED ECONOMICHE

ELEZIONI DELLA MASSIME CARICHE DELLO STATO ITALIANO

Art. 54 a.  Il metodo di Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione le Candidature ed Elezione dei Delegati Politici e Civili delle Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche ed Elezioni della Massime cariche dello Stato Italiano, dopo referendum approvativo dai Cittadini-e Italiani-e ed approvazione a Camere riunite dei Delegati di Categoria Istituzionale, Sociale ed Economico, della Camera Nazionale e Camera delle Regioni, divengono leggi fondamentali della Nuova Costituzione della seconda Repubblica Italiana, modificabili solo con lo stesso metodo democratico di rispetto della Sovranità Popolare e approvate e sancite dalle due Camere delle Regioni e Nazionale dello Stato Italiano.  

La Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione è la massima libertà di rappresentatività Politica di tutte le categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, che candidano ed eleggono il loro Delegati Politici, Delegai di Categoria, Delegati dei Dipendenti di Categoria e Delegati di base Dipendenti e Delegati Utenti e Consumatori, a livello Nazionale, Regionale, Provinciale, Comunale e Circoscrizione.

Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, la Politica è amministrare le risorse economiche valutarie dello Stato Italiano, dei beni patrimoniali e infrastrutturali Nazionali.

Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione la Politica è avere la certezza dei Bilanci di Spesa Consuntivi annuali, per le Istituzioni, spese Sociali, spese Pensioni Sociali e Lavorative, spese per Infrastrutture ed investimenti.

Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, la Politica è avere la certezza dei Bilanci di Spesa Consuntivi annuali, per l’acquisto delle materie prime, petrolio e gas.

Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, la Politica è avere la certezza dei Bilanci d’uscita valutaria, per transazione finanziarie Internazionali con attivi e passivi ed trasferimenti valutari all’estero degl’immigrati.

Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, la Politica è avere la certezza dei Bilanci d’Entrate Consuntivi annuali, derivanti dall’esportazione dei prodotti al consumo, dai Contratti appalti infrastrutturali con altre Nazioni, dalle concessioni dei brevetti.

Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione la Politica è avere la certezza dei Bilanci di Spesa  annuali, dell’Entrate Fiscali con controlli capillari di Zona, Circoscrizione, Comune, Provincia, Regione e Nazionale, per la conoscenza di tutte le risorse valutarie soggette ad imposizione fiscale.

Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, la Politica è la conoscenza delle reali esigenze finanziarie valutarie, determinata dalla rappresentatività dei Delegati di tutte le categorie Istituzionali Sociale ed Economiche a livello Politico Comunale, Provinciale, Regionale e Nazionale.

Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, la Politica è avere la conoscenza di tutti i dati economici per definire un programma di Bilancio di spesa per le Istituzioni, spese Sociali spese Pensioni Sociali e Lavorative, spese per Infrastrutture ed investimenti ed entrate fiscali modulate, con la conoscenza di tutte le risorse valutarie soggette ad imposizione fiscale, che consentirà di recuperare le risorse finanziarie Pubbliche e Private, per programmarle le condizione di un nuovo Sviluppo Economico Evolutivo del Nostro Paese.

DELEGATI POLITICI DI CATEGORIA ISTITUZIONALI, SOCIALI ED ECONOMICI

Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione consente con un metodo Democratico di eleggere i rappresentati a Delegati Politici delle Categorie e selezionare i Cittadini Italiani candidati migliori a guidare il Nostro Paese nel secondo Millennio.

I Delegati Politici di Categoria rappresentano il programma della loro categoria, che serve a conoscere la realtà economica e sociale del Nostro Paese a livello Circoscrizione, Comunale, Provinciale, Regionale, Nazionale, per determinare i programmi di Bilancio preventivi e consuntivi di spesa ed entrate, per evitare sprechi, enti inutili, privilegi fiscali e retributivi, ma soprattutto a legiferare secondo la velocità dei mutamenti socioeconomici Nazionali ed Internazionali, per immediate esigenze di tutela delle Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, in difficoltà, per mantenere e stabilizzare le attività economiche occupazionali, che sono un patrimonio dello Stato Italiano.

La fiscalità con aliquote eque e modulate, che le stesse categorie potranno accertare che la finalità e investimenti nella ricerca scientifica, industriale e commerciale, alla creazione delle nuove imprese, alla creazione delle reti commerciali Nazionali ed Internazionali, perché a loro spese i Cittadini Italiani avranno imparato, che imperativo non è spendere per dare un reddito, ma creare i presupposti per la crescita economica in modo serio e ritardare la ricapitalizzazione finanziaria speculativa Nazionale, per avere entrate valutarie dall’Estero e creare occupazione, distribuire un reddito e soprattutto una pensione a tutti i Cittadini Italiani.

ELENCO DELLE CATEGORIE ISTITUZIONALI, SOCIALE ED ECONOMICHE

CANDIDATI ALLE ELEZIONI DEI DELEGATI POLITICI E DELEGATI CIVILI

COMUNALE PROVINCIALE REGIONALE E NAZIONALE

NUMERO DI CATEGORIE ISTITUZIONALI, SOCIALI ED ECONOMICHE

PERCENTUALE DEL 30%

1.       Comandi Aeronautica, Navale, Esercito, Finanza, Questori e Prefetti.                               

2.     Giudici e Magistrati.

3.     Banche, Assicurazioni, Industriali, Costruttori edili e Società Grandi Appaltatrici.   

4.     Professionisti, Notai, Avvocati, Commercialisti, Consulenti, Professionisti Sportivi, Piloti aerei.

5.     Primari Ospedalieri, Chirurghi, Medici di medicina Generale e Medici A.S.L.

6.     Docenti Universitari, Insegnanti, Ricercatori Pubblici e Privati, Giornalisti e Religiosi.

7.     Dirigenti Pubblici e Privati, Piccoli e Medi Imprenditori, Commercianti. 

            PERCENTUALE DEL 70%

8.       Militari Aereonautica, Marina, Esercito, Guardia Finanza, Guardia Sicurezza, Guardia Carceraria, Guardia Doganale, Guardia Urbana, Guardia Forestale e Guardia Antincendi.

9.     Trasportatori Privati e Pubblici, Ferrotranviari.

10.    Funzionari, Impiegati Pubblici, Privati e Infermieri.

11.    Studenti delle Superiori e Studenti Universitari.  

12.    Dipendenti Pubblici e Privati.

13.    Agricoltori, Artigiani e Piccolo Commercio.

14.    Pensionati Pubblici e Privati.

15.    Precari.

16.    Casalinghe.

17.    Disoccupati.

18.    Invalidi Civili.

19.    Pensionati Sociali.                                                                           

Attualmente la Partitocrazia Italiana e composizione del Parlamento Italiano e formato da 20 Partiti Nazionali e 20 Partiti a livello Regionale, per un totale di 40 Partiti. Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, la composizione Politica e Civile delle Istituzioni, nel Sociale ed Economica e raggruppata per tipologia di professione e reddito da un massimo 19 Categorie, democraticamente sempre  rappresentate  a  livello Circoscrizionale, Comunale, Provinciale, Regionale e  Nazionale. Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, avremo due Camere una Camera dei Delegati Politici delle Categorie Nazionale e l'altra Camera dei Delegati Politici delle Categorie delle Regioni, Istituzionali, Sociali ed Economiche. 

CANDIDATURE CATEGORIE  POLITICHE

CANDIDATURE CATEGORIE COMMISSIONI POLITICHE

CANDIDATURE CATEGORIE  DIPENDENTI E LAVORATORI

CANDIDATURE CATEGORIE ARTIGIANI

CANDIDATURE CATEGORIE IMPRENDITORI E PROFESSIONISTI

Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, le Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, sono il massimo della rappresentatività. Politica e Civile, perché il numero degl'eletti Delegati Politici e Delegati Civili nelle Circoscrizioni, Assessorati Comunali, Provinciali, Regionali, Delegati Politici delle Categorie della Camera delle Regioni, Delegati Politici delle Categorie della Camera Nazionale, sarà calcolato in percentuale agl'appartenenti d'ogni categoria Istituzionale, Sociale ed Economica.

Il numero d'appartenenti d'ogni categoria, saranno calcolate dalle Circoscrizioni Anagrafiche, confermate dagl'Uffici di collocamento a lavoro e dalle Camere di Commercio delle libere professioni, trasmessi a livello di Circoscrizione, Comuni e Province e Regioni e Nazionale, all'appositi Uffici Elettorali di tutte le Prefetture d'Italia e l'Ufficio Elettorale Nazionale Ministro dell'Interno, che preparano ogni quattro anni con i dati aggiornati, le percentuali di candidati, le schede elettorali e numero eleggibile d'ogni categoria Istituzionali, Sociali ed Economiche.

I Candidati a Delegati Politici devono avere la fedina penale pulita, vale a dire senza condanne definitive o carichi pendenti, in sintesi non può proporre o approvare leggi dello Stato Italiano e non può amministrare le risorse economiche dello Stato Italiano, ne usare l’elezione come impunità ed evitare un rinvio in giudizio in un Tribunale Italiano e per legge saranno interdetti automaticamente alla Pubblica Amministrazione.

Nella Democrazia Partecipativa, Propositiva e Cogestione i Delegati Politici di Categoria, per legge devono avere un unico reddito di Parlamentare, nel caso di cumulo di cariche Istituzionali e Private, potrà ottenere a detrazione le sole spese di rappresentanza, per trasporti, alberghi e ristoranti d'allegate alla dichiarazione dei redditi.

Il motivo evitare che il cumulo di cariche e retribuzioni siano usate per nascondere  la tutela di varie lobby Istituzionali, Economiche e Finanziarie speculative. 

Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, non possono essere eletti alle alte Cariche dello Stato Italiano o Primo Ministro o Ministro, i Cittadini Italiani con proprietà o amministratori d’attività private con un certo capitale mobiliare, immobiliare e valutario, che determina il conflitto d'interessi, perché può determinare la Politica Istituzionale, Sociale ed Economica ed avendo la possibilità d'accesso per primo a dati economici che possono favorire le speculazioni a favore delle proprie attività, può essere favorito nelle gare d'appalto ed interesse sleale economico delle proprie attività verso le altre attività economiche concorrenti, per cui possono essere eletti solo come Delegati Politici della Categoria, nei Comuni, Province e Regione, Camera Nazionale e Regionale, perché i Delegati Politici Legiferano ed Amministrano le risorse valutarie dei contribuenti Cittadini Italiani e patrimonio dello Stato Italiano.

Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione il periodo d'attività dei Candidati Politici e Civili di Categoria, sarà secondo i Contratti Nazionali di Lavoro, per cui devono avere compiuto i 18 anni e non superato i 75 anni, presentando le richieste alla Prefettura del luogo di residenza, che spedirà la risposta d'eleggibilità o meno del richiedente Candidato.

Questo per rispettare l'età pensionabile anche nella Politica ed evitare decisioni prese dal Presidente di categoria eliminando candidature non eleggibili.

Le Presidenza delle varie Categorie riceveranno le richieste d'inscrizione dei Candidati con allegato foglio di programma e proposte Politiche e Legislative dimostrante un minimo di preparazione culturale e professionale ed foglio d'eleggibilità della Prefettura. Il Candidato deve essere inscritto all'Ufficio Collocamento a lavoro o Camera di Commercio nella categoria di appartenenza da almeno un anno, onde evitare passaggi ad altre categorie di comodo.

PERIODO ELETTORALE

Nel periodo elettorale saranno indette le Assemblee nei luoghi di lavoro e nei saloni delle conferenze dei Delegati di Categoria dei Dipendenti e Lavoratori, esempio gli Infermieri Ospedalieri, Impiegati e Lavoratori Pubblici e Privati, gl’Ingegneri, i Pensionati, gl’Invalidi Civili, Comandi dell’Arma Nazionale ed Avvocati, per proporsi come candidati, senza liste preconfezionate e portare in discussione per Costituzione ed Istituzione, una prima bozza di proposte di legge e piani d’investimento programmatici.

Nelle Assemblee compatibilmente con il tempo devono poter intervenire tutti i richiedenti con precedenza a proposte non ancora presentate. Al termine delle presentazione dei Candidati saranno eletti come prima scelta, esempio di dipendenti, dirigenti o professionisti, nella speranza i più preparati e motivati alla tutela degl’interessi della Categoria nella Politica Sociale ed Economica del Nostro Paese.  

Nella seconda Assemblea saranno presentate le tesi, Delegati candidati per i ballottaggi, a Delegati elettori dei programmi di miglioramento dei luoghi di lavoro ed investimenti strumentali, attrezzature e soprattutto sancire diritti di trasparenza dei Bilanci preventivi e consuntivi e programmi di spesa ordinaria e straordinaria, con modalità di reperimento delle informazioni.

In fine l’elezione dei candidati Delegati Politici secondo il numero dei voti e dei Delegati dei Diritti Civili come Assessori a livello Comunale, Provinciale, Regionale, Parlamentari della Camera Nazionale dei Delegati di categoria, Camera Nazionale dei Delegati di categoria delle Regioni e Parlamentari Europei. Nelle stesse  Assemblee saranno Candidati ed Eletti anche i Delegati di categoria dei Dipendenti e Lavoratori.

Questo metodo di candidarsi ed eleggere i candidati  Delegati Politici e Delegati Categoria, avverrà anche per tutte le altre categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, inoltre elezioni dei Delegati di Categoria Private e Libere Professioni.

La percentuale dei Delegati Politici canditati e Delegati alle commissioni Politiche, saranno secondo il numero degl'appartenenti della categoria Istituzionale, Sociale ed Economica e sulla base totale dei Delegati Politici della Camera dei Delegati Politici e nelle varie categorie Nazionali e Delicati Politici delle varie categorie della Camera delle Regioni, saranno definiti le nomina dei Sottosegretari e Commissioni Politiche, saranno i Delegati successivi ai primi di lista, delle varie categorie, per consentire ad un ampio numero di Cittadini Italiani di candidarsi ed essere eletti in tutte le categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche.

La legittimazione delle candidature dei Delegati Politici e dei Delegati dei Diritti Civili avviene tramite la fotocopia del documento d’identità degli iscritti nelle Assemblee delle varie categorie e sulle firme raccolte con votazione palese, nei verbali d’ogni tesi di programma per ogni candidato-a, la stessa cosa nei ballottaggi con fotocopia del documento d’identità degli iscritti alle elezioni e firme raccolte nelle tesi di programma per ogni candidato-a delle viarie categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, con la lettura pubblica dei nomi dei votanti per ogni tesi programmatica e vidimazione di un Ufficiale Prefettizio, un Delegato Politico e Civile uscente.

Questo impedisce di preparare verbali firmati prima delle Assemblee di voto.

I Delegati Politici o Delegati Civile quando si presentano dicono sono il Delegato Politico liberamente eletto della categoria degli infermieri, degl’impiegati pubblici o privati, come Assessore esempio del Comune.

Al termine delle Elezioni dei Delegati di ogni categoria Istituzionale, Sociale ed Economica, saranno stampate una copia dei programmi ed obbiettivi di Spesa ed Entrate, nuove norme o abrogazione legislative, per la verifica del rispetto della propria Categoria e delle altre per il mantenimento del reddito uniforme, raggiungimento degl’obbiettivi di Bilancio di entrate e spesa e Sviluppo Economico.

ELEZIONI E DURATA DEL MANDATO ELETTORALE

Le Elezioni saranno indette, con tornata unica ogni quattro anni nelle Circoscrizioni, Comuni, Provincia, Regioni e Camera Nazionale e Camera delle Regioni. automaticamente ai primi d'Ottobre, dal Presidente della Repubblica, con le dimissioni del Primo Ministro e Consiglio dei Ministri del Governo e dei Governi di Circoscrizioni, Comuni, Provincia, Regioni, in modo d’avere l’insediamento del nuovo Governo Italiano, con l’inizio dell’anno nuovo solare e dopo gli adempimenti fiscali dei Cittadini Italiani e controllo dei Bilanci di spesa consuntivo ed entrate dello Stato Italiano.

Questo significa che sarà la fine dei Padroni dei Partiti Azienda, sarà la fine delle lobby e dei finanziamenti palesi e occulti da parte del sistema Finanziario speculativo, significa Pace, Lavoro, Giustizia e Libertà dei Cittadini Italiani e del Nostro Meraviglioso Paese.

SEDI DELEGATI POLITICI E DELEGATI DEI DIRITTI CIVILI DELLE CATEGORIE ISTITUZIONALI, SOCIALI ED ECONOMICHE

Le categorie Istituzionale, Sociale ed Economica, avranno un'unica sede per le varie categorie, a livello di capoluoghi di Provincia con sede Regionale nel capoluogo di Regione ed una sede generale Nazionale.

Ogni piano avrà una sala grande per le riunioni collegiali per la cogestione delle decisioni ed un salone di coordinamento generale delle categorie per definire i programmi ed obbiettivi a livello di Città o Comuni, Province e Regioni. Le sedi avranno un sistema d’informatizzazione connessi con tutto il territorio Nazionale per avere accesso ad ogni tipo d’informazione e coordinarsi con le altre categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche a livello Regionale e Nazionale.

ELEZIONE DELEGATI POLITICI  A CONSIGLIERI DI CIRCOSCRIZIONI, COMUNI, CITTÀ, PROVINCE E REGIONI

L'elezione dei Delegati Politici dei Comuni, Circoscrizioni, Città, Provincia e Regione di residenza, come Consiglieri, Assessori, Commissioni, Delegati civili di categoria, Delegati Civili Utenti e Consumatori, dopo i ballottaggi avvenuti partendo dai luoghi di lavoro e dopo con assemblee per definire un numero di candidati si forma la lista delle categorie Istituzionale, Sociale ed Economica.

I candidati primi di lista della categoria avranno la possibilità di presentare le tesi dei programmi di riforme ed investimenti insieme alle altre categoria, con opuscoli, giornali, per radio e televisione, in modo da confrontarsi pubblicamente e definire i programmi di spesa corrente e priorità d'investimenti, come presupposto che rappresenta la maggioranza dei Cittadini Italiani della categoria e definisce le modalità e ripartizione parsimoniosa della spesa Pubblica o Privata d'investimento.

I Candidati per Categoria con il maggior numero dei voti saranno eletti Consiglieri Comunali di Categoria, di Città e Circoscrizione secondo il numero d'abitanti.

Durata mandato di quattro anni rinnovabile una volta elettivamente.

ELEZIONE DELEGATI POLITICI ASSESSORI DI COMUNI, CITTÀ, PROVINCE E REGIONI

I Candidati per Categoria eletti Consiglieri, in seduta congiunta eleggeranno i Delegati Politici dei vari Assessorati di Comuni, Città, Provincia e Regione di residenza, con una votazione iniziale dei due terzi degli Consiglieri, dopo la seconda votazione a maggioranza semplice.

Durata mandato di quattro anni rinnovabile una volta elettivamente.

ELEZIONE DEL SINDACO DI CITTÀ E COMUNE

Il Sindaco del Comune sarà eletto dagli Assessori, secondo una votazione iniziale dei due terzi degli Assessori, dopo la seconda votazione, a maggioranza semplice. dopo il Presidente e Vice Presidente della Camera Assessori Comunali, le Commissioni di categoria sono i successivi di lista.

Durata mandato di quattro anni rinnovabile una volta elettivamente.

ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

Il Presidente della Provincia sarà eletto dagli Assessori, secondo una votazione iniziale dei due terzi degli Assessori, dopo la seconda votazione, a maggioranza semplice. dopo il Presidente e Vice Presidente della Camera Assessori Provinciali, le Commissioni di categoria sono i successivi di lista.

Durata mandato di quattro anni rinnovabile una volta elettivamente.

ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE

Il Presidente della Regione sarà eletto dagli Assessori, secondo una votazione iniziale dei due terzi degli Assessori, dopo la seconda votazione, a maggioranza semplice. dopo il Presidente e Vice Presidente della Camera Assessori Regioni, le Commissioni di categoria sono i successivi di lista.

Durata mandato di quattro anni rinnovabile una volta elettivamente.

ELEZIONE ALLA CAMERA DEI DELEGATI POLITICI DI CATEGORIA NAZIONALI

I candidati alla Camera dei Delegati Politici di categoria Nazionali, provengono dopo i ballottaggi dalle Presidenze ed Assessorati delle Regioni, il motivo che al Parlamento devono essere competenti ed avere esperienza amministrativa e conoscenza dei problemi delle categorie da proporre come proposte di legge e programmi d’investimenti a livello Nazionale.

Le proposte di legge approvate alla Camera dei Delegati Politici delle Categorie Nazionale, dovranno essere approvate anche dalla Camera delle Categorie delle Regioni e viceversa, in modo da essere legislativamente aggiornati ai mutamenti sociali ed economici Nazionali ed Internazionali.

La composizione e sulla base del numero d'appartenenti delle categorie e in percentuale al numero totale dei Delegati eletti della categoria d’appartenenza a livello Nazionale sul totale della percentuale dei Delegati di tutte le categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche della Camera dei Delegati Nazionale, cercando di armonizzare il numero per consentire la rappresentatività di tutte le categorie.

Durata mandato di quattro anni rinnovabile una volta elettivamente.

ELEZIONE DEL VICE PRESIDENTE E PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DELEGATI NAZIONALE

Il Presidente e Vice Presidente della Camera dei Delegati Nazionali, sarà eletto dai Delegati Politici di categoria della Camera dei Delegati Nazionali, secondo una votazione iniziale dei due terzi dei Parlamentari, dopo la seconda votazione, a maggioranza semplice. dopo il Presidente e Vice Presidente della Camera dei Deputati, le Commissioni di categoria sono i successivi di lista.

Durata mandato di quattro anni rinnovabile una volta elettivamente.

ELEZIONE DEI MINISTRI DEL GOVERNO DEL PAESE

L’elezione dei Ministri del Governo del Paese, avverrà sulla base del numero dei Ministeri più uno che sarà eletto Primo Ministro e saranno eletti da tutti i Delegati Politici dalla Camera Nazionale delle categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, con la stessa percentuale della composizione delle categorie della Camera dei Delegati, ma senza indicazione dei Dicasteri, dopo saranno eletti i segretari dei Ministri del Governo, sempre provenienti dalle liste dei candidati dalla categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche.

Durata mandato di quattro anni rinnovabile una volta elettivamente.

ELEZIONE DEL PRIMO MINISTRO DEL GOVERNO DEL PAESE

Il Primo Ministro sarà eletto dai Ministri del Governo del Paese.

Il Primo Ministro designerà ad ogni Ministro il Dicastero.

Durata mandato di quattro anni rinnovabile una volta elettivamente.

ELEZIONE DELEGATI POLITICI DI CATEGORIA ALLA CAMERA DELLE REGIONI

I Cittadini Italiani eleggono e votano i Delegati Politici alla Camera delle Regioni, la cui provenienza dai ballottaggi dalle Presidenze ed Assessorati delle Regioni e sulla base del numero d'appartenenti delle categorie e in percentuale al numero totale dei Delegati eletti della categoria d’appartenenza a livello Regionale sul totale della percentuale dei Delegati di tutte le categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche della Camera dei Delegati Regionale, cercando di armonizzare il numero per consentire la rappresentatività di tutte le categorie.

L’Elezione dei Delegati Politici alla Camera delle Regioni, la cui provenienza dai ballottaggi dalle Presidenze ed Assessorati delle Regioni, in quanto devono essere competenti ed avere esperienza amministrativa e conoscenza dei problemi delle categorie a livello Regionale per proporre Leggi per snellire burocrazie, per proporre agevolazioni per lo sviluppo, proporre programmi d’investimenti a livello Regionale e Nazionale.

Le proposte di legge approvate dalla Camera delle Regioni dovranno essere approvate alla Camera dei Delegati Nazionale, anche e viceversa, in modo da essere legislativamente aggiornati ai mutamenti sociali ed economici Nazionali ed Internazionali.

Durata mandato di quattro anni rinnovabile una volta elettivamente

ELEZIONE DEL VICE PRESIDENTE E PRESIDENTE DELLA CAMERA DELLE REGIONI

Il Presidente e Vice Presidente della Camera delle Regioni, saranno eletti, secondo una votazione iniziale dei due terzi dei Delegati delle Categorie delle Regioni, dopo la seconda votazione, a maggioranza semplice. dopo saranno elette le Commissioni provenienti dalle liste dei candidati dalla categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche.

Durata mandato di quattro anni rinnovabile una volta elettivamente.

ELEZIONE DELEGATI POLITICI AL PARLAMENTO EUROPEO

I Delegati Politici candidati al Parlamento Europeo, provengono dai Delegati della Camera Nazionale e Camera delle Regioni, posso candidarsi a fine mandato, il motivo devono essere competenti ed avere esperienza amministrativa e conoscenza dei problemi delle categorie a livello Nazionale per proporre Leggi per snellire burocrazie, per proporre agevolazioni per lo sviluppo economico e proporre programmi d’investimenti per ricevere fondi della Comunità Europea.

La composizione e sulla base del numero d'appartenenti delle categorie e in percentuale al numero totale dei Delegati eletti della categoria d’appartenenza a livello di Camera dei Delegati Nazionale e delle Regioni, sul totale della percentuale dei Delegati di tutte le categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche della Camera dei Delegati Regionale, cercando di armonizzare il numero per consentire la rappresentatività di tutte le categorie.

Durata mandato di quattro anni rinnovabile una volta elettivamente

SCHEDE ELETTORALI

DELEGATI DI CATEGORIA  POLITICI E DELEGATI DI CATEGORIA DEI DIPENDENTI E LAVORATORI

SENZA LISTE PRECONFEZIONATE

Le schede elettorali saranno due con una è eletto il Delegato Politico della categoria d’appartenenza e l’altra i Delegati di categoria dei Dipendenti e lavoratori, a livello locale o Comunale con un certo numero d’abitanti, Provinciali, Regionali e Nazionali.

SCHEDA ELETTORALE UNICA OGNI QUATTRO ANNI PER ASSESSORI DEI COMUNI, PROVINCE, REGIONI. CAMERA DEI DEPUTATI, CAMERA DELLE REGIONI, PARLAMENTO EUROPEO

L’Elezione dei Candidati Politici delle Categorie, avviene con tornata unica ogni quattro anni, nelle varie Sezioni Elettorali e quantità d'elettori per categoria, secondo le diciannove schede elettorali colorate, quante sono le Categoria Istituzionale, Sociale ed Economica, con righe, indicanti i cognomi, nomi, foto di candidati, sulla prima riga i candidati Assessori di Circoscrizione, seconda riga candidati Assessori dei Comuni, terza riga candidati Assessori Province, quarta riga i candidati Assessori alle Regioni, quinta riga i candidati Delegati Politici della Camera dei Nazionale, sesta riga i candidati della Camera Nazionale delle Regioni, settima riga i candidati Delegati Politici del Parlamento Europeo.

Tutti i canditati devono essere dei luoghi di residenza e Nazionalità Italiana.

L’elettore indicherà con una croce su un solo nome e cognome del candidato del luogo di Residenza e Nazionalità Italiana per ogni riga che ritiene idonei.

I Segretari, i Sottosegretari, le Commissioni, i Delegati Civili di Categoria, saranno i successivi di lista, secondo le categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche

LA CARRIERA POLITICA

DEI DELEGATI POLITICI DI CATEGORIA, DELEGATI DI CATEGORIA, DELEGATI DEGLI UTENTI E CONSUMATORI

Le carriere dei Delegati Politici, Delegati Civili di Categoria e Delegati Civili degli Utenti e Consumatori, saranno basate sulla Delega programmatica, che nei quattro anni del mandato dovrà realizzare e qualora gli elettori ritengono rieleggerlo come unico rinnovo del mandato come Delegati nella Categoria d’appartenenza, per dopo passare come candidato dalla Circoscrizione ad Assessore Comunale dopo due elezioni passare candidato Assessore Provinciale o Regionale, altrimenti non eletto perdono un turno di candidatura elettorale ed impedisce le ricandidatura indesiderate.

I Delegati Politici di categoria dovranno fare la cosiddetta gavetta e metterci passione rispettare programmi ed obbiettivi per fare carriera partendo dalle Circoscrizioni locali, in modo che quando saranno arrivati alla Camera dei Delegati Politici di Categoria Nazionali o delle Regioni, avranno maturato un’esperienza nella Circoscrizione, Comune, Provincia, Regione e potranno fare proposte programmatiche di riforme, di spesa, d’investimenti, a ragion veduta, avendo raccolto numerose proposte e richiesta, che possono trovare soluzione solo a livello Nazionale.

La novità e nei due mandati elettorali per ogni rappresentatività Politica Istituzionale, significa che il Cittadino Italiano dopo due mandati eleggerà un altro candidato, perciò sarà abituato a valutarlo secondo informazioni della categoria d'appartenenza, sul rispetto dei programmi, la professionalità ed onestà Politica del Delegato Eletto e non sulla base delle promesse mai mantenute, altrimenti per un turno elettorale o altri non sarà rieletto, qualora le proposte future programmatiche non saranno convincenti.

Un Assessore delle Città, Comuni e Province, del luogo di residenza, non fosse ricandidato per due volte consecutive nei ballottaggi salta due turni elettorali.

I candidati come Assessori Regionali devono aver avuto due conferme elettorali come Assessore delle Città, Comuni e Province.

Qualora un Assessore Regionale del luogo di residenza, non fosse ricandidato può candidarsi, la tornata successiva solo come Assessore alla Città o Comuni e Province di residenza, mentre non fosse ricandidato per due volte consecutive nei ballottaggi salta due turni elettorali.

I Candidati come Delegati Politici alla Camera dei Delegato Nazionale e Camera dei Delegati delle Regioni, devono aver avuto due conferme elettorali come Assessori Regionali o una Presidenza Regionale.

Qualora un Delegato Politico alla Camera dei Delegati Nazionale o Camera dei Delegati delle Regioni, non fosse rieletto può candidarsi, la tornata successiva solo come Assessore alla Regione, inoltre non fosse ricandidato per due volte consecutive nei ballottaggi salta due turni elettorali.

I candidati come Delegati Politici al Parlamento Europeo devono aver avuto due conferme elettorali, come Delegato Politico alla Camera dei Delegati Nazionale o Camera dei Delegati delle Regioni.

Qualora un Delegato Politico al Parlamento Europeo non fosse rieletto può candidarsi, la tornata successiva solo come Delegato Politico alla Camera dei Delegati Nazionale o Camera dei Delegati delle Regioni, inoltre non fosse ricandidato per due volte consecutive nei ballottaggi salta due turni elettorali.

La carriera Politica e Civile dei Delegati di categoria e cadenzata da due eleggibilità ogni quattro anni, partendo dalla Circoscrizione sino al Parlamento Europeo, sulla base di professionalità ed onestà intellettuale e morale, potrà fare un’intera vita politica dedicata al Popolo Italiano dello Stato Italiano e degli Stati Uniti Federati Europei.  

RETRIBUZIONE E PENSIONE DEI DELEGATI POLITICI E CIVILI

Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione le Retribuzioni e Pensioni della Classe Politica deve essere decisa da massimi ai minimi, secondo le responsabilità Politica Istituzionale. Presidente della Repubblica avrà il massimo della retribuzione prevista della Categorie Istituzionali, potrà andare in pensione dopo il primo mandato Presidenziale.

Le Presidenze delle Camera Nazionale e delle Regioni avrà una retribuzione prevista dalle Categorie Istituzionali, potranno andare in pensione alla raggiunta età pensionabile contributiva, dopo due mandati con pensione di Parlamentare della Camera. 

Il Primo Ministro del Governo Italiano avrà una retribuzione prevista dalle Categorie Istituzionali, potranno andare in pensione alla raggiunta età pensionabile contributiva, con pensione di Primo Ministro del Governo Italiano.

I Ministri del Governo avrà una retribuzione prevista dalle Categorie Istituzionali, potranno andare in pensione alla raggiunta età pensionabile contributiva, con pensione di Ministri del Governo.

I Delegati Politici della Camera Nazionale e Regionale avrà una retribuzione prevista dalle Categorie Istituzionali, potranno andare in pensione alla raggiunta età pensionabile contributiva, con pensione di Delegati Politici della Camera Nazionale e Regionale.

I Sindaci avrà una retribuzione prevista dalle Categorie Istituzionali, potranno andare in pensione alla raggiunta età pensionabile contributiva, con pensione di Sindaci.

I Presidenti Provincia avrà una retribuzione prevista dalle Categorie Istituzionali, potranno andare in pensione alla raggiunta età pensionabile contributiva, con pensione di Presidenti Provincia.

I Presidenti Regione avrà una retribuzione prevista dalle Categorie Istituzionali, potranno andare in pensione alla raggiunta età pensionabile contributiva, con pensione di Presidenti Regione, Presidenti Camere Comunale, Provinciale e Regionale avrà una retribuzione prevista dalle Categorie Istituzionali, potranno andare in pensione alla raggiunta età pensionabile contributiva, con pensione di Presidenti Camere Comunale, Provinciale e Regionale.

Gl'Assessori Comuni, Province e Regioni avrà una retribuzione prevista dalle Categorie Istituzionali, potranno andare in pensione alla raggiunta età pensionabile contributiva, con pensione di Assessori Comuni, Province e Regioni, Consiglieri Comuni, Province e Regioni avrà una retribuzione prevista dalle Categorie Istituzionali, potranno andare in pensione alla raggiunta età pensionabile contributiva, con pensione di Consiglieri Comuni, Province e Regioni.

La Classe Politica a tutti i livelli Istituzionali dovranno avere gl'adeguamenti retributivi una volta l'anno come le Categorie Istituzionali, Sociali ed Economico.  

Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, i Delegati Politici devono avere la conseguente retribuzione nel periodo del loro mandato e potranno andare in pensione alla raggiunta età pensionabile contributiva, perché la Politica deve essere il compito di reale miglioramento costante del tenore di vita e di benessere sociale, economico, dei Cittadini-e Italiani-e e Stato Italiano, perché dovranno tornare nella vita Sociale ed Economica, senza che la Politica diventi motivo d'interesse personalistico, perpetuare le illegali tutele delle lobby finanziarie speculative, che sono la madre di tutte le corruzioni  Istituzionali ed Economiche, inoltre la corruzione sul voto per l'approvazione delle legge che potrebbero essere nuove forme di lobby, con la nuova Rappresentatività politica delle Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche il voto è palese, manifesta un'eventuale contraddizione di delega del mandato elettorale e Sovranità Popolare dello Stato Italiano.    

LE COMMISSIONI DEGL’ASSESSORI DEI COMUNI, PROVINCE, REGIONI.

CAMERA DEI DELEGATI DELLE REGIONI, NAZIONALE E PARLAMENTO EUROPEO

Le commissioni saranno composte dai candidati non eletti nelle liste elettorali delle varie categorie, in percentuale agl'appartenenti alle viarie Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, con il compito di recepire le proposte e modifiche legislative, inoltrate dai Delegati Politici, Delegati delle Categorie, Delegati Utenti Consumatori e singoli Cittadini-e Italiani-e.

Le proposte saranno elaborate e trasformate in proposte di legge, con l’aiuto di Consulenze delle varie categorie secondo necessità e competenza.

DELEGATI DI CATEGORIA DEI DIPENDENTI E LAVORATORI PROVINCIALI REGIONALI E NAZIONALI

E DELEGATI DI BASE ISTITUZIONALI, SOCIALI ED ECONOMICI

Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione prevista nella Costituzione della seconda Repubblica Italiana, i Delegati di Categoria dei Dipendenti e Lavoratori, saranno Consiglieri d’amministrazione nelle Attività Istituzionali, Sociali ed Economiche e devono avere una diversa preparazione professionale, per la lettura dei Bilanci di Spesa ed Entrate e di programmi d’investimento degl’Amministratori Delegati, Contabili e Dirigenti.

I Delegati di Categoria dei Dipendenti e Lavoratori a livello Provinciale dovranno seguire giornalmente i programmi dell’Attività della loro categoria, come amministrazione, produzione, commercializzazione, con lo scopo di valutare economicità dell’Attività e stabilità occupazionale, avranno inoltre la responsabilità di valutazione degl’aumenti dei listino prezzi e tariffe, con lo scopo di mantenere l’equilibrio con gl’adeguamenti retributivi annuali.

I Delegati di Categoria dei Dipendenti e Lavoratori essendo Consiglieri d’Amministrazione utilizzeranno il voto per decidere l’Assunzione dei Dirigente sulla base di una rosa di candidati e programmi di sviluppo, definire la modalità della tipologia dei Contratti, Retribuzione, non basato solo sul Bilancio, ma anche sul mantenimento dei livelli occupazionali e raggiungimento degl’obbiettivi programmatici. Attualmente i Dirigenti sono assunti i componenti della Partitocrazia Italiana o dal sistema Finanziari speculativo, la professionalità non esiste le crisi Aziendali vengono tutte risolte da 30 anni con licenziamenti e chiusura delle Aziende.

Il finanziamento delle sedi e dei Delegati di Categoria dei Dipendenti e Lavoratori, con una diversa responsabilità e retribuzione, sarà gradualmente tutto a carico dei Dipendenti e Lavoratori.

La cogestione e l’adeguamento annuale delle retribuzione, elimina il conflitto ideologico di Partito e Sindacale usato per avere potere personale e politico, con i risultati che abbiamo in Italia disoccupazione e precariato.

Qualora conflitto deve esserci tra Classe Dirigente e Dipendenti e Lavoratori, le motivazioni potrebbero essere sulla mancanza di trasparenza dei Bilanci di spesa, entrate ed investimenti, oppure il non rispetto dei programmi ed obbiettivi per cui assunto l’Amministratore delegato o Dirigente, come i mancati investimenti programmati o investiti per altri obbiettivi, o trasformarli in dividendi, sono casi che possono portare allo sciopero dei Dipendenti e Lavoratori, come azione preventiva per il mancato rispetto della Costituzione della seconda Repubblica Italiana come Partecipazione Cogestione, inoltre il mancato rispetto dei programmi ed obbiettivi, mettono a repentaglio la concorrenzialità dei prodotti e livelli occupazionali e sopravvivenza dell’Azienda.

Questi casi devono trovare come arbitri, l’Unione Industriali, Assessori del Lavoro e Formazione, Amministratore Delegato, Dirigenti, Delegati di Categoria dei Dipendenti e Lavoratori Provinciali, Regionali e Nazionali.

Qualora il conflitto non trova soluzione la vicenda per motivi cautelari dei posti di lavoro e dell’Azienda sarà Denunciato al Tribunale Civile Giudice del Lavoro.

Il Lavoro non ha ideologie, occorre produrre per il valore valutario, uguale o superiore al valore valutario delle retribuzioni, per avere utili da reinvestire nelle innovazioni o accantonamenti finanziari investiti per la conquista nella Globalizzazione dei Mercati e Commerciali.

La Partitocrazia Anarcofascista e Sindacati dichiarano lo sciopero con i picchetti, dopo che le Aziende hanno licenziato e chiuso.

CLASSE DIRIGENTE ISTITUZIONALE, SOCIALE ED ECONOMICA

La Classe Dirigente e divisa in due categorie, Manager coloro che hanno funzioni ai massimi livelli di responsabilità, come Amministratori Delegati, delle Attività Pubbliche Istituzionali e Privata Industriali e Finanziarie mentre i Dirigenti sono di carriera o responsabili di un gruppo o settore Industriale o Assessorato o Istituzione.

Le due funzioni dei Dirigenti determina l’economicità produttività, qualità dei servizi e commercializzazione dei prodotti.

La Partitocrazia Italiana concorda o nomina gl’Amministratori Delegati, definisce le retribuzioni  ed un programma generale di riassetto dell’Ente o Istituzione, senza definire obbiettivi o senza reale assunzione di responsabilità.

L’assunzione e legata o motivi finanziari speculativi o finanziamento della Partitocrazia Italiana, il dramma per i Cittadini Italiani, sono avvenuti crac finanziari, fallimenti, chiusure d’Attività Industriali, Commerciali, con ingenti perdite finanziarie speculative.

Nella Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione le assunzioni dei Manager non avvengono calate dall’alto, ma secondo una procedura e motivazione.

Le assunzioni avvengono per Contratto di tre anni rinnovabile con minimo salariale di Dirigente e franchigia graduale durante l’arco dei mesi ed anni sulla base del raggiungimento degl’obbiettivi programmatici annuali, salvo revoca del mandato.

I Manager con loro proposte d’assunzione o come Dirigente interno, presenteranno, ai Ministeri, agl’Assessorati, alle Sedi delle proprietà industriali e Finanziarie un preliminare di piani Industriali, finanziari, amministrativi, informatici, organizzativi, produttivi di servizi e prodotti al consumo, qualitativi di servizi e prodotti al consumo, pubblicitari e commerciali.

I Manager è preferibile sceglierli tramite passaggi di carriera interni, il motivo che conoscono le reali problematiche interne ed esprimono un motivo ad aggiornarsi e motivarsi a migliorare l’efficienza dell’Attività Istituzionale, Industriale, Commerciale e Finanziaria, tutto ciò che non stimola la competitività, si traduce in parassitismo ed inefficienza.

La scelta del Manager e una decisione collettiva, perché coinvolge gl’interessi vitali dei Dipendenti e Lavoratori Istituzionali, Sociali ed Economici, significa continuità occupazione, retributiva e contributivi. Alla scadenza dei contratti i Ministri, gl’Assessori, le Proprietà Industriali e Finanziarie, sulla base della Costituzione della seconda Repubblica Italiana di Cogestione convoca una riunione con i Delegati di categoria dei Dipendenti e Lavoratori per discutere dei piani industriali i Bilanci di spesa, entrate, investimenti obbiettivi raggiunti, prospettive future, stabilità dei livelli occupazionali, secondo una stabilizzazione di richiesta di mercato o servizi, con l’attuale Amministratore Delegato.

Qualora l’Amministratore Delegato avesse preso decisioni contrarie ai piani programmatici Industriali stabiliti nella stipula del Contratto, contro la Proprietà e Delegati dei Dipendenti tutti e due possono firmare nel verbale d’assemblea la revoca del mandato.

Nel caso l’Amministratore Delegato abbia scelto di non investire, nell’innovazione, nella pubblicità, nel Marketing, per aumentare i dividendi degl’utili di bilancio alla Proprietà, perdendo parte del mercato commerciale, con il rischio dei livelli occupazionali, per cui la Proprietà decida la conferma dell’Amministratore  Delegato, mentre i Delegati di Categoria, ne vogliono le dimissione.

Questa è una buona ragione per uno sciopero di protesta e portare gl’atti dei libri contabili e i piani  Industriali al Tribunale davanti al Giudice del Lavoro.

Il Dirigente Istituzionale che abbia mancato gli obbiettivi del mandato contrattuale, può essere rimosso dall’incarico e declassato a livello inferiore e di stipendio, perché i mancati adempimenti, sono motivo di millantato credito, parassitismo ed inefficienza, con danno alla convivenza civile nello Stato Italiano.

I Dirigenti che seguono un gruppo di Settore ed abbiano svolto diligentemente il compito, ponendo la questione sulle scelte, non in linea dell’Amministratore Delegato con i piani finanziari, amministrativi, investimenti, produttivi, commerciali, pubblicitari, la decisione del rinnovo del loro contratto, deve essere presa dopo la conferma o revoca del mandato dell’Amministratore Delegato.

I Delegati di Categoria dei Dipendenti e Lavoratori, non possono decidere sugl’assetti proprietari, ne sulle ripartizioni dei dividenti, ma sono determinanti alla sopravvivenza delle Aziende, ai livelli occupazionali, sulle decisioni dei piani industriali e sui Manager e Dirigenti, che devono avere il compito di rispettarli, perché la revoca di un mandato ad un Amministratore Delegato può avvenire, perché ha rispettato il mandato, ma non a favore della Proprietà, risparmiando sulla spesa per investimenti, oppure il Dirigente che s’oppone alle decisioni contrarie al piano d’investimento Industriale, che mettono in difficoltà organizzativa e i costi del settore. Allora sulle decisioni d’assunzioni e revoca dei mandati devono avere i Delegati di Categoria dei Dipendenti e Lavoratori, il voto di veto.

La revoca o conferma dei Manager e Dirigenti deve avvenire sulla base del rispetto dei piani finanziari, investimenti amministrativi, produttivi, commerciali, pubblicitarie, sul raggiungimento degl’obbiettivi e stabilità dei livelli occupazionali, anche con nuovi piani industriali e commerciali, necessari per espandersi nei Mercati Internazionali.

La Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, come metodo Democratico di Gestione delle Attività Istituzionali Sociali ed Economiche, per garantire nella Costituzione della seconda Repubblica Italiana, il reale rispetto;

Art. 1. – L'Italia è una Repubblica Democratica Rappresentativa Partecipativa e Cogestione, fondata sul lavoro, nell'etica d'equità Politica Sociale ed Economica e rispetto della Legalità da parte di tutti i Cittadini-e Italiani-e e Stranieri-e nel Territorio dello Stato Italiano. 

SEZIONE

LE CAMERE

 Art. 55. – Il Parlamento si compone della Camera dei deputati [56, 60] e del Senato della Repubblica.

Modifica

Art. 55. a. – Il Parlamento si compone in due Camere, una dei Delegati Nazionale delle Categorie Istituzionali, Sociale ed Economico e la seconda in Camera dei Delegati delle Regioni delle Categorie Istituzionali, Sociale ed Economico dello Stato Italiano.  

LA CAMERE DEI DELEGATI POLITICI NAZIONALE DEI DELEGATI POLITICI DELLE CATEGORIE ISTITUZIONALI SOCIALI ED ECONOMICHE

Art. 55. b. – La Costituzione della seconda Repubblica Italiana sancisce l’inderogabile ruolo alla Camera dei Delegati Nazionale delle Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche di proporre, elaborare le proposte di legge ed approvarle in leggi Nazionali, inoltre trasformare in legge ed approvare il Bilancio preventivo e consuntivo annuale della spesa corrente, per infrastrutture ed equipollenti entrate fiscali annuali dello Stato Italiano, con la maggioranza espressa nella Camera Nazionale dei Delegati delle Categorie e dal Consiglio dei Ministri del Governo Italiano.  

LA CAMERE NAZIONALE DEI DELEGATI POLITICI DELLE REGIONI DEI DELEGATI POLITICI DELLE CATEGORIE ISTITUZIONALI SOCIALI ED ECONOMICHE

Art. 55. c. – La Costituzione della Repubblica Italiana sancisce il Federalismo delle Regioni, con la Camera dei Delegati Nazionali delle Regioni delle Categorie Istituzionali, Sociale ed Economico dello Stato Italiano. con il ruolo di elaborare le delibere o leggi delle diverse Regioni, che abbiano valenza Nazionale trasformarle in proposte di leggi alla Camera dei Delegati Politici Nazionale.

I Delegati Politici Regionali delle Categoria, recepiranno i Bilanci preventivi di spesa ed entrate d’ogni Regione d’appartenenza per elaborarli singolarmente e nel totale, da proporre all’approvazione della Camera dei Delegati Politici Nazionale delle Categorie Istituzionali, Sociale ed Economico, inseriti nel computo della formazione del Bilancio preventivo e consuntivo annuale della spesa corrente, per infrastrutture ed entrate Annuali dello Stato Italiano.

Art. 55. d. – La Costituzione della seconda Repubblica Italiana sancisce il Federalismo fiscale e delle Regioni, come inderogabile principio che le leggi Istituzionali, Sociali ed Economiche, Nazionali e Regionali, siano applicabili a tutte le Regioni, con il metodo Democratico Rappresentativo di Partecipazione e Cogestione, in modo che tutte le Regioni Italiane  possano svilupparsi Socialmente ed Economicamente in modo uniforme, come principio fondamentale la solidarietà sociale ed economica nell'indissolubilità dell’Unità d’Italia.

Art. 55. e. – La Costituzione della seconda Repubblica Italiana le Camere dei Delegati Politici Nazionale e Regioni delle Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche, hanno il ruolo emerito di controllo e monitoraggio tramite la Corte dei Conti e Ministero della Programmazione economica, del contenimento nei parametri del Bilancio preventivo annuale di spesa Pubblica e certezza consuntiva dell'entrate fiscali secondo il Bilancio preventivo annuale delle Stato Italiano.

Art. 55. f.  La Costituzione della Repubblica Italiana le Camere Regionali locali, le leggi d’imposta locale devono restare nell’ambito delle aliquote eque modulari fiscali emesse dalla Camera dei Delegati Politici Nazionale.

La Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione è anche Federalismo delle Regioni con la Camera delle Regioni, per responsabilizzarle sulla spesa pubblica nel restare nel parametro di Bilancio preventivo, con una fiscalità locale d’entrate restando nell’ambito delle aliquote eque e modulate Nazionali.

Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzione.

Art. 56. – La Camera dei Deputati è eletta a suffragio universale e diretto. Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero.

Modifica

Art. 56. – La Camera dei Delegati Politici delle Categorie Nazionale e Camera dei Delegati Politici delle Categorie delle Regioni è eletta a suffragio universale e diretto, secondo la legge elettorale di rappresentatività e appartenenti percentualmente a tutte le Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche.

Il numero dei Delegati Politici della Camera Nazionale è per un totale di N° 700, compresi gli eletti nella Circoscrizioni Estere.

Il numero dei Delegati Politici della Camera delle Regioni è per un totale di N° 700, compresi gli eletti nella Circoscrizioni Estere.

Il numero dei Delegati Politici delle Camera Nazionale e delle Regioni sarà secondo la percentuale degl’abitanti ed appartenenti delle Categorie Istituzionali, Sociali ed Economiche delle 20 Regioni Italiane.

I Delegati delle categorie Regionali possono maggiormente dare valore ed importanza alle istanze legislative e di Bilancio di spesa, e Bilancio d'entrate ed investimenti, perché la composizione della Camera dei Delegati Politici sarà lo specchio reale delle Società Civile dei Cittadini Italiani e tutti i Delegati Politici delle varie categorie saranno interessate affinché alcune categorie, come i disoccupati, gl’invalidi civili e pensionati al minimo abbiano un reddito minimo vitale soddisfacente, con l’equità modulata fiscale, al fine d’arrivare a riduzione dell’imposizione fiscale ai dipendenti famiglie monoreddito.

La eleggibilità a Delegati Politici, come Assessori di Circoscrizioni, Comuni, Province e Regioni, gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto il diciottesimo anno d'età, inoltre sono eleggibili a Delegati Politici alla Camera Nazionale e delle Regioni ed Europea, tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto il venticinque anni d’età.

Abrogare

La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popolazione, per seicentodiciotto e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione d’ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

Abrogare

Art. 57. (*) – Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero.

Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero. Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d’Aosta uno. La ripartizione dei seggi tra le Regioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

Modifica

Art. 57. – Le elezioni avverranno in un tornata unica ogni quattro anni per tutti i Cittadini Italiani, per le massime cariche della Stato Italiano ed a tutti i livelli Politici, Istituzionali, Sociali ed Economici, secondo la legge elettorale di Democrazia Rappresentativa Partecipativa e Cogestione.

La durata della Camera Nazionale e delle Regioni non può essere prorogata e soltanto in caso di guerra.

Nei casi di caduta del Governo Nazionale o Locale, non prevede nuove elezioni, ma nuova votazione dei Delegati Politici di categoria nella Camera Nazionale o Locale, per la formazione del nuovo Consiglio dei Ministri, che nomineranno il nuovo Primo Ministro, che nominerà i Ministri dei vari Dicasteri del Governo Nazionale o elezione dei nuovi Assessori ed elezione dei Sindaci, Presidenti di Provincia e Regioni.

Il nuovo mandato avrà la limitata durata al periodo restante ai quattro anni previsti, come scadenza naturale sancita dalla Costituzione della seconda Repubblica Italiana, in coincidenza della data della tornata unica elettorale Nazionale, per impedire crisi di Governo per prolungare il tempo del mandato elettorale. 

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